In pensione a 67 anni: manovre in Parlamento per rinviare la decisione

(websource/archivio)

Nei giorni scorsi, l’Istat ha fatto sapere che in Italia è aumentata l’aspettativa di vita, salendo di cinque mesi. Per questo, si alza automaticamente l’età pensionabile, che arriva a 67 anni precisi. Questo per effetto della legge Fornero, con l’ex ministro che oggi ha giustificato le proprie scelte: “Nessuna riforma nasce perfetta e io ricordo che noi fummo costretti a vararla in 20 giorni”. Ma se Elsa Fornero difende quella riforma e invita i giovani a pensare al lavoro piuttosto che alla pensione, da più parti, in queste ore, si lavora per evitare che scatti l’automatismo che porterà a 67 anni l’età pensionabile.

Come evidenziato anche da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, già prima che l’Istat confermasse l’aumento dell’aspettativa di vita, l’innalzamento dell’età pensionabile non piace praticamente a nessuno. Per questa ragione, in queste ore, emergono emendamenti bipartisan al decreto fiscale in modo da far slittare almeno di qualche mese la decisione del governo sull’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita. Il Partito democratico ha messo in campo un emendamento che prevede di rinviare di sei mesi il decreto direttoriale sull’innalzamento dell’età pensionabile. Insomma, eventualmente spetterebbe al prossimo governo decidere e in ogni caso lo scatto partirebbe dal 2019 e non dal prossimo anno. Per parlare anche di questo, oggi il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, incontrerà i sindacati confederali. Sul tavolo della trattativa, in particolare, l’ipotesi di esentare dall’automatismo chi svolge mansioni gravose. Quest’ultima ipotesi, per fortuna, sembra trovare d’accordo anche Elsa Fornero.

 

GM