terremotati

(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Sembra incredibile ma molti degli sfollati in seguito al terribile terremoto che ha colpito il centro Italia inizieranno a breve l’ennesimo inverno senza una casa vera e senza alcuna certezza sul proprio futuro. Come se tutto ciò non bastasse, a un anno dal terremoto che distrusse  tra le altre località anche Norcia, arrivano oggi le parole di Paola De Micheli, deputata Pd già sottosegretario all’Economia e attuale commissaria per la ricostruzione del Centro Italia. La De Micheli ha scritto una circolare ai sindaci coinvolti in cui per “celebrare” diciamo così la triste ricorrenza ricordava loro che dal 16 dicembre tutte le persone coinvolte nel terremoto dovranno ricominciare a pagare le tasse, obbligo dal quale erano stati esentati grazie alla moratoria fiscale disposta dal decreto sisma.

“Dal 16 dicembre prossimo, per i titolari di reddito di impresa, di lavoro autonomo e per gli esercenti attività agricole riprenderà la riscossione dei tributi non versati, nonché dei tributi dovuti dal 1 al 31 dicembre 2017 senza l’applicazione di sanzioni e interessi” si legge nella circolare. E poi ancora: “L’Abi e la Cassa depositi e prestiti hanno sottoscritto una convenzione che contiene le linee guida per la concessione di finanziamenti agevolati, finalizzati proprio alle ripresa della riscossione tributaria nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dagli eventi sismici a partire dal 24 agosto 2016”. Molti hanno letto in questa parte di comunicazione una volontà di spingere i terremotati ad accendere mutui e prestiti.

Dure le critiche ricevute: “È una presa in giro, non hanno idea di come viviamo qui” spiega Cristina Gentili, sindaco di Bolognola, comune terremotato dell’Appennino marchigiano. “Le attività che non sono ripartite dovranno pagare le tasse anche se non hanno incassato niente. Ma anche chi è rimasto aperto è in difficoltà, nessuno qui lavora più come prima. Stiamo ripartendo da zero. Per questo chiediamo che le tasse vengano cancellate per tre anni, visto quello che ci è successo e tutte le tasse che paghiamo. Per una volta il governo potrebbe regalare dei soldi agli italiani, invece che alle banche”.

F.B.