Lite in casa: prende un coltello e uccide suo padre

(websource/archivio)

Una sola coltellata, assestata all’altezza dell’addome, così è morto Franco Tafuro, 50 anni, ucciso ieri sera a Brindisi. L’assassino è Antonio Tafuro, il suo figlio maggiore, che di anni ne ha 25. Teatro della tragedia è stato un condominio in via Favia, in zona Cappuccini. Il dramma è scoppiato in seguito a una lite familiare, sembra per futili motivi. Antonio Tafuro ha dichiarato agli inquirenti di essere intervenuto in difesa del fratello più piccolo. Questi infatti veniva in quel momento rimproverato dal genitore. In base a quanto hanno spiegato i poliziotti della squadra mobile, coordinati dal pm Luca Miceli, l’assassino avrebbe colpito con un comune coltello da cucina.

E’ stato poi lo stesso parricida a chiamare i soccorsi. Quando i mezzi del Suem 118 hanno soccorso Franco Tafuro, questi era ancora vivo. Però aveva perso molto sangue e si è rivelato inutile il trasporto in ospedale. Lo stesso Antonio Tafuro si è poi consegnato agli uomini della questura di Brindisi. La Polizia lo ha così sottoposto a fermo di indiziato di delitto, con l’accusa di omicidio volontario. Nell’abitazione, sprovvista di energia elettrica, era presente l’intera famiglia al momento del delitto. Oltre a Franco e Antonio Tafuro, c’erano infatti gli altri due figli e la mamma. Il 25enne è stato ascoltato per alcune ore, alla presenza del suo difensore. Lunedì intanto verrà eseguita l’autopsia. Nel frattempo, Antonio Tafuro è stato ristretto nel carcere di Brindisi, in attesa dell’udienza di convalida del fermo.

Ancora una tragedia, dopo quella di inizio ottobre a Barrafranca, in provincia di Enna. In quel caso, la vittima è un 68enne, Salvatore Spadaro, mentre il figlio 34enne, Giuseppe, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Caltanissetta. Il giovane di Barrafranca ha sparato al padre, per poi tentare a sua volta di ammazzarsi.

GM