Autobus

(Websource/Archivio)

Continuano le indagini sulla morte di Roberto Neri (53 anni), residente di Bagnoli a Ripoli (Firenze) che giovedì pomeriggio è stato investito ed ucciso da un autobus. Secondo quanto riferito dai diversi testimoni presenti sulla vettura al momento dell’incidente, l’uomo era sceso dalla sua abitazione per chiedere all’autista dell’autobus, un trentunenne campano, di spegnere il motore: la sosta dell’autobus alla fermata sotto l’appartamento dell’uomo era durata qualche minuto e questo si era infastidito per il rumore del motore.

Inizialmente il conducente del bus non si nemmeno accorto delle lamentele dell’uomo, così Neri ha cominciato a battere con forza le mani sul vetro lato guida al fine di attirare la sua attenzione. L’aggressiva richiesta avrebbe suscitato la dura reazione del conducente che gli ha chiesto di lasciarlo lavorare in pace. Poco dopo il diverbio, l’autobus è ripartito ed è successo l’impensabile: l’autista ha effettuato una svolta di 90 gradi per superare un segmento di strada molto stretto, ma nell’affrontare la manovra ha investito ed ucciso l’uomo che, nel frattempo, era rimasto in strada per attendere che il bus si spostasse da sotto la sua abitazione.

In seguito all’incidente la procura di Firenze ha aperto un’indagine sull’accaduto, sequestrato il mezzo e accusato l’autista di omicidio stradale colposo. Il conducente ha dichiarato ai vigili urbani intervenuti sul luogo del sinistro di non essersi accorto della presenza dell’uomo. Sconvolto dall’accaduto ed ancora in stato di shock, questo, infatti, è stato portato in ospedale, dove è stato ricoverato per 24 ore prima di essere dimesso. Stando a quanto riferito dagli abitanti della zona, non era la prima volta che Neri scendeva in strada per litigare con gli autisti degli autobus che sostavano sotto la sua abitazione. Quanto accaduto a Bagnoli a Ripoli, porta alla memoria la tragica morte di Simone Vizzaro, 31enne investito involontariamente da un autista di autobus a Roma.

F.S.