Seferovic il duro: selfie su Instagram dopo lo stupro

Seferovic
Mario Seferovic (Websource/archivio)

Non è una persona facile Mario Seferovic, il 21enne rom responsabile dello stupro di due ragazzine di 14 anni assieme all’amico Maikon Halilovic. ‘Alessio il Sinto’, come si faceva chiamare, amava alimentare la propria reputazione da duro ed utilizzava i social network per questo scopo. “Mi hanno insegnato a portare rispetto a chi mi rispetta”, postava sul proprio profilo personale Instagram, facendo suo questo aforisma dal mondo del cinema. E parlava di rispetto per l’appunto, e di amore. Sentimenti che però Seferovic non ha affatto dimostrato nel terribile episodio di violenza sessuale che lo vede imputato, dopo aver ammanettato ed abusato di due minorenni.

Seferovic il duro: dai social network gli indizi sul suo comportamento

Sempre dai suoi profili social si leggono frasi forti come “Odio tutti”, accompagnate da espressioni da bullo, da solo od in compagnia degli amici con i quali vive nel campo nomadi di via di Salone, a Roma. Ed è possibile anche intuire dell’altro in merito a Seferovic: forse la delusione provata dal 21enne per una storia finita male con una ragazza, come attestano le frasi “Avevi detto per sempre” e “Ci siamo conosciuti, tenuti, per poi finire sconosciuti”. Su Instagram era follower per la stragrande maggioranza di ragazze giovani e giovanissime, tutte belle. E spunta anche l’immagine di una donna con addosso pochi vestiti e con le mani ammanettate. E tante sono le sue foto in seguito a quel 10 maggio, quando compì la violenza sessuale ai danni delle due 14enne, senza pensare al male che aveva compiuto, come se niente fosse mai successo

S.L.