Don Andrea, ecco le prove che lo inchiodano per favoreggiamento della prostituzione

Don Andrea Contin
Don Andrea Contin (Websource/archivio)

Era il 22 dicembre dello scorso anno quando, pochi giorni prima di Natale, esplose lo scandalo che coinvolse il parrocco di San Lazzaro, don Andrea Contin, 48 anni, originario di Busiago, frazione di Campo San Martino. L’inchiesta era stata avviata dal pubblico ministero Roberto Piccione, dopo la denuncia di una donna, di nazionalità romena, con la quale a quanto pare il prete portava avanti una relazione amorosa da almeno due anni. Le accuse per il prelato furono quelle di violenza privata e favoreggiamento della prostituzione.

Oggi a quasi un anno di distanza potrebbero arrivare le prove che, oltre alla testimonianza della donna, inchioderebbero Don Andrea. Si tratta dei files, soprattutto messaggi di testo, recuperati dall’ingegner Nicola Chemello durante la sua consulenza informatica per la procura sui due pc, sul tablet, sullo smartphone e sulle molte chiavette Usb sequestrati il 21 dicembre scorso all’ex parroco. In quei dati ci sarebbero non solo le prove degli incontri sessuali che avvenivano in canonica, ma anche del pagamento di denaro in cambio di quelle prestazioni sessuali che il prete organizzava per sè, ma anche per altri clienti.

In quelle memorie elettroniche c’era poi tanto altro. Migliaia di foto pornografiche scaricate da internet, numerose immagini e video delle orge organizzate in canonica e messaggi espliciti a sfondo sessuale. Don Andrea, che ammise quasi subito di aver avuto cinque amanti e di averle portate tutte lì in canonica, non vuole però saperne di lasciare l’abito talare nonostante tutto quello che sta venendo fuori e nonostante sia già stato sospeso A Divinis dal vescovo di Padova Claudio Cipolla.

Nelle orge organizzate dal parroco era stato coinvolto anche un altro prete, don Roberto Cavazzana, ex guida spirituale di Carbonara di Rovolon. L’uomo confessò tutto agli inquirenti e confermò di aver partecipato a orge di sesso a tre con il collega prelato e la sua amante rumena 49enne. La donna che poi subì dal parroco anche numerose violenze fisiche e che per questo lo denunciò. Nel 2010 la donna si era separata dal marito. “Nel febbraio/marzo 2011 ci fu il primo rapporto sessuale in canonica che non fu dolce ma marcatamente aggressivo – racconta -. Nonostante ciò mi sentivo sempre più innamorata e felice per le sue tante attenzioni. Mi portò spesso nei parcheggi autostradali nella zona di Vicenza per farmi guardare uomini e donne che facevano sesso fuori dall’auto. Iniziò a essere molto esigente dal punto di vista sessuale e mi scattò delle fotografie completamente nuda. Voleva rapporti sempre più spinti”.

Come se tutto ciò non bastasse si indaga anche sull’alto tenore di vita che Don Andrea manteneva, con auto di lusso, ristoranti e hotel a cinque stelle e vacanze in resort da sogno. Il parroco aveva ben cinque conti correnti e gli inquirenti stanno ancora cercando di capire da dove provenissero tutti quei soldi.

F.B.