Il rischio terremoti sarà elevato nel 2018: lo rivela uno studio

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    Il recente terremoto in Messico (RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images)

    Il prossimo potrebbe essere un anno contrassegnato da grandi eventi sismici. Lo rivela uno studio portato avanti da due geofisici, i cui risultati sono stati presentati durante l’annuale incontro della Geological Society of America tenutosi a Seattle. Secondo i due scienziati, infatti, ci sarebbe una correlazione tra i rallentamenti della rotazione terrestre e il numero dei grandi eventi sismici. Sono rallentamenti che ovviamente noi non percepiamo, ma che per i due geofisici potrebbero causare dei terremoti. Inoltre, proprio perché questi rallentamenti sono oggetto di studio, potrebbero dare la possibilità di prevedere un evento sismico.

    Lo studio sottolinea nello specifico come, nel corso degli ultimi 100 anni, ai rallentamenti della Terra siano coincisi periodi con un aumento globale del numero di terremoti, in particolare di quelli di magnitudo sette o superiore. Il fenomeno porta a un aumento dei terremoti da due a cinque e precede di cinque o sei anni questo incremento rispetto alla media. Inoltre, un altro studio ha rivelato come i terremoti più violenti si raggruppino nel giro di 32 anni. Stando a quanto sostiene James Dolan, geologo presso l’Università della California del Sud a Los Angeles, le cui parole sono riportate da sciencemag.org, “se l’ipotesi è corretta, il prossimo grande evento si avrà presto, perché da 4 anni a questa parte la Terra ha iniziato un rallentamento periodico della sua rotazione. A partire dall’anno prossimo il nostro pianeta potrebbe subire 5 grandi terremoti in più rispetto alla media annuale di 18 terremoti”.

    Nelle scorse settimane, un altro studio rilevava come il sisma del secolo deve ancora arrivare e avrà sicuramente una magnitudo superiore a nove. Lo studio, condotto da alcuni geologi francesi e cileni, ha individuato la placca più sottoposta a ‘stress sismico’. Secondo i ricercatori, il terremoto potrebbe avere epicentro nella stessa zona di quello che fu definito il ‘sisma del XX secolo’, ovvero il Cile e la sua capitale Santiago. Lo studio è stato ripreso da diversi portali di informazione latino-americani, tra i quali ci sono La Nacion e Excelsior.com.mx.

    GM