Sophia Peters

Sophia Peters (foto dal web)

Un mese fa era emersa la tragica vicenda di Shamus Patrick King, un padre che è stato accusato di aver picchiato e scosso la propria figlioletta di appena 11 settimane perché esasperato dal pianto della piccola. Ora un’altra tragica storia arriva dal Regno Unito, quella di Sophia Peters, sette anni, di Wimbledon. La piccola è stata trovata gravemente ferita sabato scorso ed è stata portata in ospedale, dove nonostante le cure dei medici è purtroppo deceduta. Ora, il padre della piccola, Robert Peters, 55 anni, è accusato di omicidio. L’aggressione nei confronti di Sophia Peters sarebbe avvenuta all’interno dell’abitazione di famiglia venerdì.

La vicenda, in questi giorni, è rimasta nell’anonimato per volontà del tribunale, che aveva emesso un ordine in tal senso, ma nelle scorse ore il giudice Mark Lucraft ha rovesciato il verdetto. Da quanto è stato finora possibile ricostruire, al momento del delitto, nell’abitazione non era presente la mamma di Sophia, Kittiya Promsat. La donna, sconvolta dal dolore, nelle scorse ore ha pubblicato su Facebook un omaggio alla sua bambina, scrivendo: “Ti amo molto e ti amerò per sempre”. Robert Peters, di Blenheim Road, Raynes Park, sud-ovest di Londra, non era presente all’udienza presso l’Old Bailey. L’uomo gestisce una ditta di antiquariato a Kensington, a ovest di Londra, specializzata in ceramiche orientali e opere d’arte. Accusato in un primo momento di tentato omicidio, ora l’accusa nei suoi confronti si è aggravata.

GM