Malasanità a Belluno: uomo muore a causa di una omonimia

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(Websource/archivio)

Un nuovo caso di malasanità è emerso in questi giorni. Il tutto si verificò nel maggio del 2014 a Belluno, ed ebbe origine da un assurdo equivoco. La vittima si chiamava Alberto Giacobbi ed era un affermato storico conosciuto anche in ambito nazionale per alcune sue importanti pubblicazioni. Era nota soprattutto quella relativa alla Prima Guerra Mondiale ed intitolata ‘Il Fronte delle Dolomiti 1915-1917’. Giacobbi, 76 anni, venne ricoverato per curare una semplice lombosciatalgia nell’ospedale di Pieve di Cadore. La figlia Beatrice denuncia una totale incuria da parte del personale medico della struttura, parlando di sedativi in eccesso che sarebbero stati somministrati a suo padre: “Ebbi fin da subito una pessima impressione su quanto stava accadendo”, afferma la donna.

Malasanità, tutto sarebbe successo a causa di una omonimia

Il caso di malasanità è finito davanti al giudice del Tribunale di Belluno già da qualche anno. L’indagine per omicidio colposo sta andando avanti e vede come imputati 4 medici ed una infermiera. Ai professionisti viene addossata la responsabilità di avere fornito delle cure totalmente sbagliate ad Alberto Giacobbi, che sarebbe stato scambiato per un’altra persona a causa di una omonimia. E così l’anziano dovette subire un calvario durato oltre tre settimane, prima di morire. Beatrice Giacobbi accusa i dottori di aver proceduto con delle terapie anticoagulanti che avrebbero portato l’uomo ad avere una fatale emorragia cerebrale a causa di dosaggi sballati”. Un altro caso di malasanità si è verificato a Palermo, e la vittima era una giovane mamma sottoposta ad intervento chirurgico con colpevole ritardo, secondo quanto denunciato dalla famiglia della vittima.

S.L.