“Quando partono sono sani. E’ l’Italia che fa ammalare gli immigrati”

(Websource/archivio)

La commissione parlamentare monocamerale di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione e di espulsione, nonchè sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impiegate ha prodotto una relazione che sta facendo molto discutere. Nel documento ufficiale si legge: “Il fenomeno migratorio in atto riguarda persone in condizioni di salute più che buone, tendenzialmente migliori di quelle della popolazione dei Paesi di arrivo”. Inoltre “la cosiddetta Sindrome di Salgari, ossia lo stereotipo del migrante “untore”, pericolosa fonte di malattie, specie di tipo infettivo, non è oggi supportata da alcuna evidenza scientifica derivabile da studi epidemiologici formali o da sorveglianze sanitarie”.

Concetta Mirisola, direttore generale l’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (Inmp) ribadisce così il concetto: “Il noto vantaggio di salute che gli immigrati posseggono al loro arrivo rispetto alla popolazione nativa, il cosiddetto ‘effetto migrante sano’, tende a ridursi nel tempo per l’esposizione a fattori di rischio e stili di vita acquisiti nel Paese ospite”.

Nella relazioni si legge anche di come “le condizioni possano mutare nel tempo, in relazione ai numerosi fattori che caratterizzano il fenomeno migratorio sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo e che sia necessario avviare un processo formale di sorveglianza attiva e specifica sulle malattie trasmissibili nei migranti”.

F.B.