Jurgen Mazzoni

Jurgen Mazzoni (Facebook)

Il 46enne Jurgen Mazzoni è stato nuovamente arrestato, accusato di stalking. Infatti, l’uomo nel 2001 uccise la moglie e madre di sua figlia Federica Gambardella, allora 19enne, occultando il cadavere nella cava di San Gaudenzio, alle porte di Senigallia. Per quel delitto, venne condannato a sedici anni di carcere ma ne ha scontati soltanto otto. Una volta uscito, l’uomo a distanza di qualche tempo aveva iniziato a prendere di mira una ventenne della zona. “Ti mangerò il cuore. Ti voglio bene ma sei cattiva con me e per questo ti ucciderò”, erano alcune delle minacce portate avanti da Jurgen Mazzoni. Per questa ragione è finito in manette, arrestato da agenti donne della Squadra Mobile di Ancona e della Sezione Crimini di genere e d’odio dello Sco di Roma.

Le accuse nei suoi confronti sono particolarmente gravi: stalking aggravato e continuato. Jurgen Mazzoni aveva conosciuto la sua giovane vittima nel 2014 ed erano diventati molto amici, anche se lui dopo un po’ ha iniziato a perseguitarla. Non sopportava infatti che la giovane frequentasse i suoi coetanei. Molestie attraverso profili di Facebook, sia reali che fake, e lettere minatorie all’inizio, poi le condotte erano diventate sempre più violente ed erano arrivati incendi e danneggiamenti delle auto dei familiari della ragazza, infine quattro bossoli di proiettile inviati in una busta. L’uomo era stato così arrestato e posto ai domiciliari ad agosto, con tanto di divieto di avvicinarsi alla 20enne. Ma Jurgen Mazzoni non aveva mai rispettato quelle misure cautelari, anzi aveva fatto man mano sempre peggio. Così, nelle scorse ore le misure restrittive sono state maggiormente punitive. Peraltro, nelle sue abitazioni, l’uomo nascondeva 19 armi bianche, tra scimitarre, machete, coltelli d’assalto, due fucili di precisione a piombini e un grosso cappio.

L’arsenale trovato a casa di Jurgen Mazzoni