Stupra bimba di 11 anni, per la legge non è un reato

11 anni
(Websource/archivio)

L’ennesimo episodio di violenza sessuale su minore mette ancora una volta in luce quanto sia carente e controversa la legislazione francese in merito. Poco tempo fa un 28enne si era visto derubricare il reato di stupro a semplice abuso sessuale poiché l’11enne con la quale aveva avuto rapporti sessuali era secondo i giudici consenziente. A nulla erano valse le proteste della madre che aveva raccontato di come lui l’avesse aggirata e soggiogata e convinta a fare cose delle quali la bimba non sapeva nemmeno l’esistenza.

Ora la storia si ripete. La vittima è ancora una volta una bambina di 11 anni e questa volta il carnefice è un ragazzo di 22 anni. Lui è appena stato assolto dal processo che lo vedeva imputato per stupro. “Il rapporto deve considerarsi consensuale”, recita la sentenza, poiché secondo le toghe non è stato possibile rinvenire nel rapporto sessuale tra l’uomo e la bambina quegli elementi che caratterizzano un caso di stupro, ovvero “la coercizione, la minaccia, la violenza, la sorpresa”.

Sta facendo discutere in Francia questa sentenza, poiché la legge non stabilisce un’età per il consenso nel caso del reato di violenza sessuale. L’uomo aveva avvicinato la minore in un parco e l’aveva convinta ad avere un rapporto sessuale con lui. L’allora ventiduenne aveva raccontato che la bambina avrebbe mentito all’epoca sulla sua età, sostenendo di avere quattordici anni, quasi quindici. Circostanza negata dalla bimba, i cui genitori si erano accorti dell’abuso scoprendo che la figlia era incinta. Oggi il bambino ha sette anni.
Il governo ha elaborato in queste ore una proposta di legge che dovrebbe fissare l’età del consenso a tredici anni. La Corte di Cassazione era intervenuta sulla vicenda nel 2005 parlando di “età molto tenera”, per stabilire i limiti in modo molto vago a bimbi al di sotto dei sei anni.

F.B.