ospedale

(Websource/archivio)

Un gravissimo caso di malasanità è avvenuto nell’ospedale di Casarano, in provincia di Lecce. Rita Paiano, una donna di 73 anni residente a Supersano, era entrate nel nosocomio pugliese per dei calcoli alla colecisti, una condizione seria ma senza dubbio non grave che si sarebbe potuta risolvere senza troppi problemi. La povera Rita però è morta e i parenti della donna sono convinti che sia colpa dei medici dell’ospedale: “L’hanno trascurata e per questo l’abbiamo persa” dicono i congiunti della donna tanto disperati quanto arrabbiati per l’accaduto.

I medici hanno fatto aspettare la donna ben dieci giorni in reparto prima di sottoporla finalmente all’operazione chirurgica di rimozione dei calcoli. In sala operatoria però ci sono state serie complicazioni a causa di una peritonite della quale nessun medico si era accorto prima.  L’avvocato Mario Urso, legale dei familiari che hanno subito sporto denuncia, spiega: “C’è un procedimento in corso ed è stata acquisita la cartella clinica. I parenti hanno fatto la denuncia, poi quando mi hanno conferito il mandato l’ho integrata chiedendo l’esame autoptico e il sequestro della cartella clinica. L’autopsia non è stata eseguita, presumo che la cartella sia già di per sé chiara. A quanto ci è stato riferito da alcuni testimoni non è il primo caso sospetto che si verifica, d’altra parte se non ci fossero i presupposti la Procura avrebbe già archiviato tutto. Un altro elemento che fa pensare riguarda la compagnia di assicurazione che copre la colpa medica dell’ospedale e che ci ha già contattati. Purtroppo c’è stata imperizia ed è stata un po’ trascurata. Aveva una zoppia e veniva apostrofata malamente – abbiamo prodotto l’elenco dei testimoni in Procura – come se e per la sua disabilità non fosse in grado di intendere”.

Il nipote della vittima racconta come tutto iniziò nel marzo scorso: “Il medico curante ci consigliò di farla visitare da un chirurgo e per questo prenotammo la visita all’ospedale di Casarano. Andammo nel reparto di Chirurgia generale e lo specialista ci consigliò il ricovero immediato per scongiurare complicazioni causate dai calcoli. E fu ricoverata quello stesso giorno. Mia zia non accusava alcun dolore. Fino al 25 marzo non aveva alcun disturbo ed è stata sottoposta ad accertamenti. Il 23 marzo ci dissero che il 27 l’avrebbero operata e che l’intervento non presentava alcun problema particolare”.

Tutto normale fino alla notte tra il sabato e la domenica precedenti all’operazione. “Quando andammo a trovarla la dottoressa di turno ci disse che per il forte dolore mia zia aveva avuto fibrillazione al cuore e i medici non si spiegavano i forti dolori all’addome. Nel pomeriggio fu portata in Cardiologia, ma nessuno faceva nulla per i dolori al basso ventre. Il giorno dell’operazione un chirurgo e l’anestesista ci dissero che la situazione era grave e mia zia rischiava la vita”. Poi tutto volse per il peggio con il tragico finale che nessuno poteva immaginarsi solo fino a qualche giorno prima.

F.B.