(Websource/archivio)

“Ha più morti innocenti sulla coscienza Totò Riina o Emma Bonino?”. Con questa frase sul suo profilo Facebook, Don Francesco Pieri, noto sacerdote bolognese, ha scatenato un vero e proprio putiferio. Si è esposto su un tema a lui caro, subito dopo la morte del boss siciliano che ha posto interrogativi anche alla chiesa, l’aborto, definendo sottili le differenze tra il capo dei capi della mafia e la leader dei radicali. Perchè, per la Chiesa, non c’è differenza tra  aborto stesso e genocidio, omicidio volontario e altri crimini orrendi, tra cui certamente quelli di mafia, e lo definisce abominevole delitto. Clic con un secco “mi piace” anche da parte di don Massimo Vacchetti, vice-economo della Curia e responsabile della Pastorale dello sport, che ribadisce come non ci sia differenza tra le due persone prese in causa. Totale spaccatura quindi tra i vari pensieri, schieramenti ben definiti, ripercussioni che sembrano dover durare ancora a lungo. Solo pochi giorni fa infatti, un’altra bufera fu sollevata da un altro parroco, sempre bolognese, Don Lorenzo Guidotti. Quest’ultimo aveva postato sempre su Facebook, parole dure, pesanti, dirette, verso una giovane ragazza stuprata da un magrebino. Il parroco l’ammoni’ verbalmente, mettendogli davanti gli occhi i suoi errori, tra cui frequentare determinati ambienti, accompagnare di notte senza problemi gli stranieri del posto, ubriacarsi a tal punto da perdere i sensi e ritrovarsi poi nuda chissà dove. Colpa della società, colpa di chi governa, le accuse del prete furono molte, redarguendo cosi’ le abitudini della generazione di oggi. Ovviamente scossa la mamma della giovane vittima che rispose senza mezzi termini al prete. Quindi, polemiche a non finire tra chiesa e stato e le famiglie, nella speranza che la ragione prevalga alla fine, su ogni altro sentimento.

GVR