(Andreas Rentz/Getty Images)

L’attrice Asia Argento torna a parlare in merito alla vicenda relativa agli abusi sessuali perpetrati dal noto produttore cinematografico statunitense Harvey Weinstein, che in queste settimane ha riempito pagine e pagine di giornali. La figlia del regista Dario Argento in un’intervista al britannico Guardian non ha lesinato critiche alle reazioni nel nostro Paese alla vicenda, parlando di mentalità “arcaica”, quindi ha evidenziato: “Le coscienze si stanno risvegliando, ogni maiale che cade è un titolo d’onore”.

Le accuse all’Italia sono pesanti: “In Francia la gente mi ferma per strada e mi ringrazia. In Italia mi guardano male, nessuno mi dice brava, e giuro che non è una paranoia. Da noi non so se devo andare in giro a testa alta o indossare un velo”. Asia Argento rincara la dose: “Qui la gente non capisce che non mi puoi toccare, che non sono un oggetto”. Non mancando poi le critiche alle donne italiane, “talmente lobotomizzate dall’oggettificazione” femminile da “non essere consapevoli delle molestie”. Insomma, l’attrice si sentirebbe isolata nel nostro Paese e a riprova di questo c’è il fatto che afferma di “non avere molti amici nell’industria cinematografica italiana”.

Responsabile di questa situazione, dice Asia Argento, è la cultura “machista” italiana alimentata “da anni di berlusconismo”. Spiega l’attrice: “Tutti amano un uomo virile al quale piace mostrare la propria mascolinità. Pensano sia affascinante. Non è così, è disgustoso”. Ora però sta venendo tutto a galla, come “una frana dove basta una prima pietra perché si crei uno smottamento. E così si crea un altro ambiente, uno in cui le donne possono lavorare e vivere senza avere paura degli uomini. Ora, sono sicura, sono gli uomini ad avere molta paura di noi, e prima di fare qualcosa ci penseranno dieci volte”. Asia Argento conclude: “Non sono una puttana. Sono una madre. Sono una figlia. Sono una donna”.

 

GM