Antonio Ricci: “La tv è piena di gente che si prostituisce”

antonio ricci
(Websource/archivio)

Antonio Ricci, ‘papà’ di ‘Striscia la Notizia’, che da 30 anni va in onda consecutivamente sulle reti Mediaset, ha parlato in una intervista al quotidiano ‘Libero’ di numerosi aspetti, in particolar modo dei compromessi di natura sessuale che, a suo dire, “tutti compiono in tv. Perché in questo mondo chiunque si prostituisce”, afferma il 67enne produttore televisivo. Perché chiunque ha qualcosa da vendere, anche se stessi. Nel mio caso invece non è così, per questo io non appaio mai ma utilizzo la mia trasmissione, parlo attraverso Striscia. Ricordo ancora i miei inizi, di quando mi dividevo tra l’attività di preside di una scuola privata ed i miei spettacoli comici al ‘Derby’ di Milano, spesso dormivo in auto perché facevo le 4 del mattino. Ed in passato sono stato molto legato a Beppe Grillo, in qualità di autore. È stato con lui che ho capito che mi piaceva. Beppe prendeva un pò da qui, un pò da lì, ma quando approdò in Rai aveva necessariamente bisogno di materiale originale. Di lui oggi penso che abbia allestito un circo, mentre sarebbe più felice di fare il padre. Siamo rimasti molto amici, ma sia io che sua moglie gli avevano consigliato di non entrare in politica. Durante le ultime elezioni ero all’estero, non l’ho votato e lui mi ha anche chiesto come mai io non ci fossi mai. Gli ho risposto: “Vedi Beppe, trovo funerario metterti una croce in faccia”.

Il rapporto con Grillo ed il caso Insinna

Antonio Ricci ricorda di aver fondato al pari dello stesso Grillo un movimento politico anni fa: “È il Partito del Gabibbo. Si può essere di sinistra senza sembrare st****i. Renzi lo sembrava molto meno in passato. La mia sinistra è decisamente radicale”. Su un curioso aspetto di Striscia la Notizia, Ricci svela: “I fuorionda ci hanno fatto diventare famosi. Quelli Rai ormai sono criptati, una volta riuscivamo ad intercettarne il segnale e a prelevarli, mentre adesso ce li deve passare qualcuno, come avvenuto con Flavio Insinna. In maniera del tutto anonima poi, visto che girano sui telefoni. Non sono responsabile delle ripercussioni che questa vicenda ha avuto sulla sua carriera, ho mandato tutto in onda quando ‘Affari Tuoi’ era già destinato alla cancellazione. La sua più grande pena è stata diventare inviato di Bianca Berlinguer. Una polemica simile poi avvenne con Paolo Bonolis, ma non è una guerra la mia, se ho le segnalazioni le rendo pubbliche. In 30 anni di Striscia ho l’unico rimorso di essere stato troppo gentile, ma non per rispetto: soltanto per convenienza, perché degli avversari mi servivano vivi”.

“Mai fatto killeraggio contro la Rai”

Antonio Ricci rifiuta in maniera categorica una presunta accusa rivolta nei suoi confronti: Non ho mai fatto ‘killeraggio’ per Mediaset verso la Rai, non accetterei mai né qualcuno me lo ha mai chiesto. E non penso che nella mia azienda ci sia qualcuno che guardi i programmi della tv di Stato. La concorrenza tra noi è fittizia, operiamo in modo diverso, anche per la pubblicità. Ce n’è talmente tanta soltanto nella fascia di messa in onda di Striscia da non farci porre il problema. Al mio pensionamento non ci penso affatto: mi ispiro a Gino Paolo e Renzo Piano, che ancora oggi continuano a rendere bello il mondo alla loro età. Sulla televisione, dico che rimane il mezzo mediatico più potente, ma il suo effetto sta diminuendo. Paradossalmente, ‘Striscia la Notizia’ è su tutte le piattaforme. E non penso mai che nessun medium morirà. Giustizia italiana? Nel nostro museino abbiamo una installazione con migliaia di denunce ricevute, e non siamo mai stati condannati. Almeno nel nostro caso è sempre stata giusta. Con Berlusconi c’è stato molto doppiopesismo e lui è stato l’impedimento a una seria riforma della giustizia. Ha una energia non comune agli altri, al suo posto chiunque sarebbe andato alle Bermuda con centinaia di ragazze, invece lui vuole ancora dimostrare di essere decisivo”

Antonio Ricci e Berlusconi

Il primo incontro di Antonio Ricci con il Cavaliere fu negli anni ’80: “Non lo conoscevo, gli proposi però di fare ‘Drive In’ con i comici del Derby. All’inizio non gli interessava, mi mise alla prova in merito a quanta voglia avessi io di mettermi in gioco, e subito iniziò a darmi del tu. In realtà era una idea che gli piaceva, per il suo proposito di allestire una ‘super Rai’ con le star strappate da quella parte allo scopo di attrarre più pubblicità possibile, anche se io non gli avrei garantito guadagni perché i miei attori non li conosceva nessuno. Alla fine ‘Drive In’ divenne realtà, e ci rivedemmo al termine della prima stagione. ‘Striscia la Notizia’ invece nacque con la collaborazione con Giancarlo Giovalli, iniziò su Italia 1 e durava solo 5 minuti”. Su Pippo Baudo che accusò Antonio Ricci di fargli terra bruciata quando era a Mediaset, il produttore risponde: “Lui era una istituzione della tv, attaccarlo mentre era nella mia stessa azienda era una prova di libertà. Quando stava qui ero contento perché non poteva scappare”.

“Io, Biagi ed Aneri abbiamo aiutato la Hunziker”

Su Fabio Fazio ed il suo ‘Che Tempo che fa’ traslocato su Rai 1 ma che non decolla, Ricci afferma: “Logico che se porta sul primo canale una trasmissione che andava in onda sul terzo, riporterà anche gli stessi ascolto. Ottimi per Rai 3, ma non per Rai 1. Non ha innovato, tutto qui, sta solo replicando quanto fatto in passato. Tra l’altro con la pretesa che Rai 2 e Rai 3 non gli facessero concorrenza. E Canale 5 e La7 invece vanno avanti spediti. Striscia innova ogni anno, poi ha avuto anche qualche ‘figlio minore’ come ‘Velone’, in grado pure di battere Miss Italia”. Un retroscena su Michelle Hunziker: “Le feci conoscere Enzo Biagi e Giancarlo Aneri per aiutarla nella vicenda del suo coinvolgimento con quella sedicente setta, della quale anche lei ha parlato. Ma la spinta decisiva l’ha data la sua volontà. La mia idea sugli italiani? Diamo sempre la colpa agli altri e cerchiamo idoli da esaltare per poi insultarli. Il momento del nostro paese è di degrado e la politica da anni ormai non riesce a dare risposte ed a risolvere i problemi. I nostri politici non hanno il senso della realtà, ed i cittadini si sentono abbandonati”.

S.L.