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Impegnato ad accendere dei piccoli falò nella proprietà di un committente per bruciare le sterpaglie formatesi in giardino, un uomo di 51 anni di origine indiana è morto in seguito ad un ritorno di fiamma che lo ha arso vivo. Quello che si configura come un incidente domestico si è verificato la mattina di venerdì 24 novembre a Lova, frazione di Campagna Lupia (Veneto), intorno alle 7.

A dare l’allarme è stato il suo datore di lavoro che, stranito dal fatto che l’uomo non facesse ritorno, è andato a controllare e si è accorto di quanto accaduto. I soccorsi sono giunti il prima possibile, ma quando gli operatori del 118 sono arrivati nell’abitazione in via della Pesca l’uomo era semi carbonizzato e privo di vita. Sul luogo dell’incidente si sono recati anche i carabinieri che si sono occupati di analizzare le prove e comprendere la dinamica dell’accaduto. L’ipotesi più probabile è che il cittadino indiano stesse fumando una sigaretta mentre si occupava di gestire i falò e che questa, venuta a contatto con qualche accelerante, abbia funto da innesco per una fiammata improvvisa che non gli ha lasciato scampo.

Gli investigatori avevano pensato inizialmente che l’incidente era stato causato da un terzo: l’ipotesi era che qualcuno lo avesse accoltellato alle spalle e che questo, cadendo, avesse perso la sigaretta nei pressi di uno dei falò generando la fiammata che lo ha investito. Questa ipotesi, però, non è confermata da prove a supporto dato che da un esame preliminare sulla salma non è stata trovata traccia di ferite da arma da taglio.

In seguito ai primi accertamenti la salma dell’uomo è stata trasportata a Dolo dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria nel caso venisse richiesto un’esame autoptico. Terminate le indagini i familiari potranno occuparsi dei funerali, l’uomo era divorziato da diverso tempo ed i figli, ormai adulti, si sono trasferiti per ragioni lavorative.

F.S.