Muore per un malore improvviso: “Mancava il defibrillatore”

Enza Cerbone
Enza Cerbone (Facebook)

Due comunità in lutto quelle di Acerra e Afragola per la morte della 42enne Enza Cerbone, deceduta alla stazione Tav di Afragola per un malore improvviso. “La notizia ci ha lasciati sgomenti, come si può morire così all’improvviso e così giovane” scrive Antonio su Facebook. “Ciao Enza, ti ricorderemo sempre”, aggiunge Lucia, ma sono tanti in queste ore i messaggi di cordoglio che arrivano alla famiglia della donna. Enza Cerbone lascia due figli piccoli e il marito Tony Testa.

Particolarmente commosso il ricordo di Michela, che ha pubblicato una foto di diversi anni fa: “Ed eccoti qua mia cara Enza, nel pieno della nostra adolescenza. Ci siamo conosciute 30 anni fa grazie allo sport, siamo state rivali nelle competizioni ma sempre amiche… Quell’affetto sincero ci ha sempre accompagnato anche quando ci siamo ritrovate al lavoro, insieme per altri 15 anni durante i quali mi hai spronato al cambiamento, incoraggiata a migliorarmi, così come accadeva quando gareggiavamo! Tu sei riuscita a migliorarti. Con te va via una parte di me”.

La denuncia dell’eurodeputato

Su quanto accaduto, è polemica, con l’eurodeputato dem Nicola Caputo che accusa: “Alla stazione di Afragola, mentre sono in attesa del treno per Firenze, una donna si sente male e si accascia a terra per un arresto cardiaco. Operai del cantiere e uomini della sicurezza si danno da fare per rianimarla. Arriva un medico che fa tutto il possibile, dal massaggio cardiaco all’aiuto alla respirazione. Siamo tutti agitati, proviamo tutti a chiamare il 118 e la polizia stradale. Nel frattempo si scopre che una stazione ferroviaria ultramoderna manca di defibrillatore, di attrezzature e personale di primo soccorso. L’ambulanza arriva con 30 minuti di ritardo anche per le oggettive difficoltà nel trovare la strada che porta alla stazione”.

Caputo aggiunge: “Dopo oltre un’ora di tentativi operati dalla squadra del 118, si attesta la fine di una giovane signora di 42 anni. La tristezza e la commozione prendono tutti noi. Forse non si sarebbe potuta comunque salvare, ma perché nel 2017 si può morire senza poter ricevere tutti i possibili soccorsi nei tempi giusti? Che senso ha costruire una stazione prodigio di architettura se poi non si è in grado di essere un luogo sicuro per i suoi utenti? Nella nostra terra non servono nuove cattedrali nel deserto, ma luoghi e servizi sicuri per chi li vive! In nord Europa stanno testando modalità di primo soccorso con i droni…e noi?”.

La replica del 118

Sulla morte di Enza Cerbone, diversa è la versione della direzione del 118, centrale di Pozzuoli: “La telefonata che segnalava il grave malore della signora è giunta alle 15,37. Tempo quattro minuti, durante i quali tra chi ha chiamato e l’operatore c’è stato lo scambio di informazioni. Il mezzo è partito da Afragola alle 15,41 per giungere in stazione alle 15,47. Quindi dal momento della chiamata a quello dell’arrivo sono trascorsi 10 minuti”. Sulla vicenda interviene anche Rfi, per spiegare che la presenza di un defibrillatore nella stazione Tav di Afragola non è di competenza delle Ferrovie, ma rientra nel piano regionale del primo soccorso. Una nuova tragedia improvvisa, quindi, in Campania, dove nelle scorse ore era morto ucciso da un infarto Mimmo Di Domenico. L’uomo stava giocando a calcetto, quando si è sentito male.

 

GM