Ucciso da una pallonata ad appena 15 anni: il dolore dei familiari

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Un grave ed improvviso lutto ha colpito quest’estate la famiglia del giovane Keelan MacKnight. Il ragazzo, quindicenne, il 9 luglio si trovava con gli amici nel parco di Fairford Leys, nella cittadina di Aylesbury a circa 70 km a nord di Londra. Stava intrattenendosi con loro in una partita di calcio e, racconta il compagno William Freeman, aveva il ruolo del portiere. In un normale momento di un tentativo di tiro in porta, il giovane era posizionato con le mani aperte davanti a sé, pronto ad afferrare la palla, quando invece la manca e questa gli colpisce il torace. Quello a cui assistono tutti li lascia atterriti. Keelan si blocca, sembra smetta di respirare e il suo viso impallidisce per poi assumere una colorazione bluastra. Vengono chiamati immediatamente i soccorsi e, prima del loro arrivo, gli amici e il padre di uno dei ragazzi, tentano di rianimarlo. Viene ricoverato d’urgenza allo Stoke Mandeville Hospital per poi essere trasferito all’ospedale John Radcliffe di Oxford. Le sue condizioni si sono progressivamente aggravate fino al decesso nelle prime ore del 10 luglio scorso. In seguito all’esame post-mortem il cuore di Keelan era risultato completamente sano. È stato così esaminato più approfonditamente e il medico legale Lucie Winter ha concluso che il ragazzo sia stato stroncato dalla commotio cordis. L’evento sarebbe un’eccezionalità molto rara, poiché consiste nel ricevere un colpo sul petto in un preciso istante del ciclo cardiaco che va dai 20 ai 40 millisecondi. L’impatto non è necessario che sia particolarmente inteso, è perciò sufficiente un colpo come quello ricevuto dal giovane Keelan per causare un arresto cardiaco. Ragione per cui, spesso, capita nell’ambito dello sport.

SDS

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