La nonna di Loris: “Mia figlia non era sola”

Loris Stival
Loris Stival (foto dal web)

Ricorreva ieri il terzo anniversario della morte del piccolo Loris Stival, avvenuta il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina. “Loris mio grande amore, faccio tanta fatica a scriverti. La tua assenza è un vuoto incolmabile, un dolore lancinante una ferita aperta quotidianamente a cuì non darò mai la parola rimarginata”, inizia così la lettera di Veronica Panarello, la mamma condannata a 30 anni in primo grado, accusata di averlo ucciso. Per l’occasione, anche il padre di Loris Stival, Davide, ha scritto una lettera al figlioletto che non c’è più.

Veronica Panarello, nel corso di vari interrogatori, ha tentato di coinvolgere il nonno paterno del bambino, col quale la donna sosteneva di avere una relazione amorosa. L’ipotesi di un complice non viene esclusa neanche dalla mamma della Panarello, Carmela Anguzza, che a ‘Pomeriggio Cinque’ chiarisce: “Veronica è ingiustificabile per quello che ha fatto”. Carmela Anguzza ha ribadito che la figlia “è responsabile, perché ha collaborato […] qua non c’è da giustificare niente, quale mamma può fare una cosa del genere?”. L’unica ipotesi è che Veronica Panarello non fosse in sé quando ha agito.

La donna parla poi di quella che definisce “sceneggiata” della figlia, mentre cantava “Ti regalerò una rosa” in presenza del suo legali e degli inquirenti. “Quando io sono andata a trovarla Veronica è stata sempre lucida”, sostiene Carmela Anguzza, che poi chiarisce la sua tesi su un presunto complice: “Io dico sempre che qualcuno ci poteva essere, Andrea o qualcun altro non lo so, ma da sola tutto questo”, conclude facendo riferimento ad Andrea Stival, il suocero di Veronica Panarello.

GM

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