Ugo Mattei avverte: “Internet e la tecnologia vogliono controllarci”

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    Ugo Mattei (Websource/archivio)

    Ugo Mattei, professore di Diritto Internazionale e Comparato presso la California University e giurista docente di Diritto Privato all’Università di Torino, mette in guardia dai pericoli che internet può comportare e dal rischio che i poteri occulti possono generare con la loro inclinazione compulsiva al controllo della quotidianità. “Negli ultimi anni stanno installando dei sensori in qualsiasi cosa elettronica di uso giornaliero – afferma Mattei – il tutto allo scopo di controllarci. Li troviamo nei televisori di ultima generazione, negli smartphone e via dicendo, e questi apparecchi si collegano di nascosto, senza che noi sappiamo niente. Questo aspetto mi preoccupa molto, vuol dire che qualcuno intende controllarci. La globalizzazione era iniziata con l’esplorazione del mondo e l’applicazione di alcuni principi sociologici e politici come ad esempio il colonialismo. Oggi con internet non abbiamo bisogno di viaggiare fisicamente, non esistono più barriere, ma questo non è necessariamente un bene. Strumenti come Facebook, che possono essere una magnifica opportunità di aggregazione, in realtà si rivelano essere delle armi a doppio taglio in quanto chi lo gestisce riesce a fare in modo che il giurista e la giustizia ordinaria vengono tagliate fuori in caso di controversia”.

    Internet è tanto bello quanto pericoloso

    Il social network ha un sistema tutto suo per evitare qualsiasi bega, tant’è vero che su un miliardo e mezzo di utenti i passi necessari per esporre un reclamo sono fino ad oggi appena 64!”. Mattei non si ferma nella sua invettiva: “Anche le banche ed il mondo della finanza sono coinvolti in questo discorso: loro non possono fare a meno de web, il capitalismo ed il mondo interno non possono. Senza la rete nulla più sarebbe in grado di funzionare e crollerebbero i sistemi economici. Ma va detto che le società ed il mondo crollano anche senza la figura del giurista, quella che Facebook ha soppiantato. Gli equilibri in questo delicato tema vengono minati alla base, stiamo correndo un grave pericolo. E tutti i drammi moderni di tipo culturale, sociologico e politico come l’immigrazione e la crisi economica sono correlati a quello che dico. Pensate poi al fatto che non potete togliere la batteria dal vostro smartphone: se lo faceste, sareste offline. Invece serve che siate sempre connessi per potervi fare controllare. Le aziende che vi vendono il telefono già lo fanno: vi impongono di riparare il device dove dicono loro, di accettare i loro termini e le loro misure nella configurazione iniziale, e se non dite di si state trasgredendo la legge. Pensateci”. Per Mattei “qualcuno che non conosciamo deve controllare internet per controllare a sua volta noi. Ed usa la tecnologia per farlo”.

    S.L.

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