Torino, bimba malata, i genitori la abbandonano. La nuova mamma “Camminerà”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:15
Bimba malata, i genitori la abbandonano
(Websource/Archivio)

La piccola Bianca è nata due anni e mezzo fa al Sant’Anna di Torino. Da quel giorno però la sua vita è costellata di sofferenza. La piccola infatti è affetta da un difetto di saldatura degli archi vertebrali posteriori, che determina la fuoriuscita delle meningi e del midollo spinale. La malattia che più comunemente viene definita “spina bifida”, e che gli addetti ai lavori chiamano invece più adeguatamente “mielomeningocele”.
La madre di Bianca però, come riportato anche dal Corriere, non essendosi sottoposta prima ad alcun esame, ha scoperto della patologia della figlia solamente pochi giorni prima del parto. E quando la bimba è nata, d’accordo con il marito, ha deciso di abbandonarla in ospedale non riconoscendola.
Da allora in poi è iniziato per la piccola un calvario di operazioni e difficili sedute fisioterapiche che potrebbero portarle però una nuova speranza.
Poco dopo l’abbandono da parte della famiglia d’origine, al Regina Margherita il chirurgo plastico Giovanni Montà ha eseguito su di lei un complesso intervento al quale la bimba è riuscita a sopravvivere.
“Ho incontrato Bianca e la sua nuova famiglia poco tempo fa”, ha ricordato Montà, che subito dopo l’intervento ha creato un forte legame con la bambina “e sono felice di come stiano andando le cose. Quando è arrivata al reparto di subintensiva neonatale, le condizioni della bambina erano molto gravi. Il tubo neurale non era chiuso nel modo corretto e una parte del tessuto nervoso fuoriusciva. Una grossa bolla sulla schiena che una volta fatta rientrare lascia un buco che bisogna ricucire”.
Montà ha operato subito la bimba per evitare pericolose infezioni “Basti pensare che certi medici operano direttamente in utero”, ha spiegato il chirurgo. “Per coprire la ferita non potevamo utilizzare la pelle della bambina, ancora troppo piccola, e così abbiamo deciso di trapiantare un tessuto amniotico, proveniente da placente donate, che con il passare del tempo si trasforma in pelle”. Concludendo infine: “Un sistema che funziona, senza rischi di rigetto o infiammazioni. La storia clinica di Bianca è molto interessante e la possibilità che in futuro possa camminare, da sola o con qualche aiuto poco importa, è una bellissima prospettiva”.
Sotto la tutela dell’assessore comunale al Welfare, Sonia Schellino, la piccola oggi ha trovato una nuova famiglia. “Quando Bianca è entrata per la prima volta in casa, io, mio marito e i nostri figli non sapevamo nulla della disabilità”, ha dichiarato la nuova mamma della bimba. “Ogni passo, qualsiasi movimento che per la maggior parte dei bambini della sua età è scontato, per Bianca è una conquista faticosa. Quello che stupisce, pur essendo così piccola, è il modo in cui affronta le giornate. Sorride, piange, fa le pernacchie, è golosa, gioca con i suoi fratellini. Qualche giorno fa ha pronunciato le sue prime parole ed è stato emozionante. Afferra gli oggetti, è molto curiosa. Ha una forza di volontà incredibile e per questo sono convinta che riuscirà a camminare”.
La donna sa bene che la sua piccola dovrà lottare un po’ più degli altri: “I medici dicono che potrà andare a scuola, imparare cose nuove. È vero, alcuni organi sono compromessi e lo saranno per sempre, sappiamo bene che avrà bisogno di attenzioni speciali e controlli. Però vederla crescere e osservare ogni suo piccolo progresso è una gioia indescrivibile, che faccio fatica a spiegare. E anche se alla fine non dovesse camminare, cercheremo in tutti i modi di rendere la sua vita bellissima, come lei ha fatto con noi”, ha affermato commossa.

Una storia analoga è quella accaduta alla piccola Benedetta, la bimba aveva conosciuto la sua famiglia adottiva all’età di due anni, dopo essere stata abbandonata dalla sua famiglia d’origine perché malata.
BC