Marcello Dell’Utri: il Tribunale del Riesame deciderà a giorni

Marcello Dell'Utri
(DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)

Ha una forma aggressiva di cancro alla prostata l’ex senatore di Forza Italia, già fondatore di Publitalia, Marcello Dell’Utri, condannato in via definitiva a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, e ristretto da giugno 2014, dopo essere stato fermato a Beirut, in un albergo di lusso. Come noto, l’ex parlamentare soffre anche di problemi cardiaci e in carcere ha ricevuto la visita di molti amici. Di recente, insieme a Silvio Berlusconi, è stato nuovamente indagato perché considerato uno dei mandanti occulti delle stragi del 1992 e 1993.

Secondo i suoi legali, la radioterapia alla quale deve essere sottoposto in maniera massiccia non può più essere rimandata. “Non ce la faccio più, mi sento provato e stanco“, ha detto nei giorni scorsi Marcello Dell’Utri agli avvocati Alessandro De Federicis e Simona Filippi che lo difendono. Secondo i legali, un parere contrario del Tribunale di Sorveglianza, che si è preso qualche giorno per decidere sulla scarcerazione dell’ex senatore, “potrebbe avere delle ripercussioni psicologiche gravi sul detenuto che sta affrontando un sconto di pena faticosa alla luce della gravi condizioni di salute in cui versa”. L’augurio è che “il tribunale non perda di vista il problema di un uomo di 76 anni che sta affrontando una pena in vari reparti ospedalieri. La detenzione domiciliare o ospedaliera, come hanno valutato i nostri consulenti, è una soluzione più che ragionevole, oltre che umana”. Sul fronte opposto, il procuratore generale di Roma, Pietro Giordano, si è detto contrario agli arresti ospedalieri per il fondatore di Publitalia.

 

GM

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