Venezia. Ragazzo di 18 anni cade dalla barca e annega

(Websource/facebook)

Triste epilogo della vita di Fabio Gasparini, giovane che da poco tempo aveva raggiunto la maggiore età. Aveva iniziato il 23 Novembre a lavorare, assunto come trasportatore per il corriere internazionale Dhl, società vincitrice dell’apparto a Venezia. Venerdì pomeriggio era in mare, da solo, poco prima aveva lasciato il suo collega in pieno centro per una consegna, conosceva bene le barche, piccolo ma esperto e sicuro di se. Qualcosa però non ha girato per il verso giusto e giunto nelle acque tra San Clemente e Sacca Sessola, è finito in apnea, tra il freddo delle condizioni climatiche e il peso del suo enorme giubbino intriso d’acqua, che lo ha fatto inabissare e morire annegato, mentre la chiatta girava intorno al suo corpo ormai esanime. La prima ipotesi fatta dagli inquirenti, portava ad un malore come causa della caduta. Tesi subito smontata dai medici legali a seguito dell’autopsia sul corpo della vittima. Fabio era in ottime condizioni di salute prima del decesso. Da stabilire allora, il perché di questa tragedia.

A finire nel registro degli indagati, non può essere diversamente, il titolare della ditta di trasporti in questione, Pietro Tosi, il quale si è messo subito al servizio della Polizia per definire il caso. Ha parlare però ci ha pensato il suo legale, l’avvocato Andrea Nievo, spiegando il rapporto tra il titolare dell’azienda ed il giovane defunto: “Per Pietro, Fabio era come un figlio: lo conosceva fin da quando era bambino, è amico di famiglia. Un ragazzo bravissimo, molto esperto di barche, che quest’estate lui aveva seguito personalmente, per spiegargli il mestiere in vista della sua assunzione”. Nel momento dell’autopsia invece, presente un medico legale della famiglia Tosi, Rossella Baso. Dopo gli esami tossicologici che verranno eseguiti nei prossimi giorni, i familiari e parenti del ragazzo potranno riabbracciare per l’ultima volta la salma, per poi procedere ai funerali programmati il 9 Dicembre nella basilica di San Pietro di Castello. Niente fiori ma un’offerta, con tanto di iban IT25C0501812101000011573342, a favore dell’associazione dilettantistica lagunare kayak Sant’Erasmo, società a cui fabio era molto legato fin da bambino. Questa la richiesta dei genitori.

Pietro Tosi invece, indagato come datore di lavoro, è sotto accertamenti della Polizia, per capire se tutta la messa in sicurezza sia stata rispettata e se l’apprendistato del giovane prevedesse o meno che fosse accompagnato nel suo lavoro da un collega. Al vaglio anche la sventura capitata a Tosi a fine ottobre, quando una imbarcazione della sua flotta, era stata distrutta da un incendio da parte di mani ignote. Si aspettano aggiornamenti.

GVR

.