Una malattia rara ha portato via Giusy a soli 25 anni

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Non esistono parole per esprimere il dolore che in queste ore ha colpito i genitori di Giusy, ragazza di 25 anni scomparsa questa mattina a causa di una malattia rara per cui i medici non sono stati in grado di trovare una cura. Giusy Bartilotta, barista di Matelica, era stata ricoverata qualche settimana fa all’ospedale regionale ‘Torrette’ di Ancona, quando i sintomi della rara patologia manifestatisi un anno prima si erano riacutizzati.

Questa ragazza, nata e cresciuta a Matelica vicino a Macerata, aveva completato il suo percorso di studi diplomandosi ed aveva cominciato a lavorare come cameriera in uno dei bar più frequentati del paese marchigiano. Lo scorso anno ha accusato un malore e quando è stata portata in ospedale i medici le hanno spiegato che era affetta da una malattia rara. Gli amici ricordano come nel corso dell’ultimo anno Giusy si sia sottoposta ad un numero elevato di analisi, ma che ciò nonostante nessuna di queste è stata utile per comprendere come combattere la sua malattia.

Alla fine della stagione estiva le condizioni della ragazza sono migliorate e tutti hanno sperato che potesse essere un segno positivo. A distanza di qualche mese però la malattia si è riacutizzata conducendo la giovane ad un nefasto destino. Sono in tanti gli amici che oggi tributano il loro affetto ed il loro caloroso saluto a Giusy sulla sua pagina Facebook, se alcuni scrivono commenti affettuosi come “Angelo in eterno”, altri ci tengono a farle sapere che hanno fatto quanto potevano per aggiungere una speranza di salvezza: “Ho pregato fino alla fine, ci mancherai”.

La data dei funerali di Giusy non è ancora stata decisa, i medici, infatti, hanno richiesto la possibilità di effettuare un’autopsia per comprendere la causa della morte al fine di fare progressi sulla cura di questa malattia. In molti parteciperanno alla Messa funebre. Non di rado tragedie simili inducono una forte empatia nei confronti dei genitori e anche chi non ha conosciuto la ragazza si sente in obbligo di fare sentire il proprio appoggio alla famiglia: lo stesso era capitato per Henry Rroqja, morto a soli 19 anni.

F.S.