(Websource/archivio)

Triste situazione quella in cui vive la Melegatti, azienda veronese da sempre produttrice di pandori e panettoni in piena crisi di liquidità e i suoi dipendenti. La Melegatti è stata salvata nelle ultime settimane da un fondo maltese ma i lavoratori si trovano comunque sulla soglia della cassa integrazione. Appena un mese fa, il tribunale di Verona aveva dato l’ok al piano di salvataggio derivante proprio da un fondo maltese chiamato “Abalone”, il quale ha garantito 6 milioni di liquidità per la campagna di dicembre in modo da avviare la maxi produzione festiva nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto. Un colpo quasi insperato per i 90 dipendenti fissi e i 220 stagionali impiegati per sfornare 1,75 milioni tra pandori e panettoni nel periodo natalizio.

I dipendenti da settembre si erano ritrovati le buste paga congelate, ora sono stati rassicurati ricevendo la promessa di altri 10 milioni da parte del fondo Abalone per proseguire i lavori anche dopo Capodanno, mentre i Commissari nominati dal tribunale sono al lavoro per ristrutturare e ripagare l’esposizione debitoria del gruppo che aveva chiuso gli impianti causa crisi di liquidità. Molto alterati i sindacati dopo la richiesta inoltrata dai vertici aziendali di cassa integrazione per i lavoratori, dato credevano che, con la campagna natalizia ben avviata, si potesse già programmare con più calma quella di pasqua.

Ma in una riunione in settimana, inaspettatamente l’azienda sembra aver chiesto di avviare proprio la cassa integrazione, come riportato in precedenza, a causa del gran ritardo con il quale i dolci prodotti in questi giorni arriverebbero sugli scaffali della grande distribuzione. Produrre adesso, secondo i vertici della società, porterebbe pandori e il resto della merce, ad arrivare ai consumatori nei giorni conclusivi delle feste, quando ormai tutti già hanno la loro scorta e quando i supermercati avranno già applicato grandi sconti per smaltire il magazzino. I rappresentanti dei lavoratori chiedono ora di tenere le assemblee per aggiornarsi sulla situazione, ma il Natale dalle parti di Verona rischia di essere davvero d’amaro.

Nota positiva il boom di richieste fatto sul web. Gli studenti veneti, a tal proposito, hanno creato una vera e propria campagna solidale: la Rete degli studenti Medi e il sindacato degli universitari Udu Veneto si sono attivati via internet con i social per supportare i lavori di Melegatti, organizzando prenotazioni di vendita nelle classi e nelle scuole. Un gran bel gesto, per ora vano nonostante i buoni risultati fin qui ricevuti.

GVR