Padre Gratien condannato anche in Appello: “Siete razzisti”

Padre Gratien (websource)

Riconosciuto colpevole anche Padre Gratien Alabi, il religioso che era stato condannato a 27 anni di carcere, lo scorso ottobre, perché ritenuto responsabile dell’omicidio di Guerrina Piscaglia. Il frate congolese è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio volontario e della soppressione del cadavere della donna, scomparsa a maggio 2014. Rispetto alla sentenza di primo grado, il sacerdote congolese ha avuto lo sconto di pena di due anni. Ha così commentato la sentenza: “Mi dispiace, non ho niente contro i giudici ma sembra una giustizia basata sul razzismo: fin dall’inizio della seduta ho sentito l’intenzione di condannarmi, fino alla richiesta al mio avvocato di tagliare i tempi della difesa”.

Da diverso tempo, il prelato si trova detenuto ai domiciliari presso il convento romano dei Premostratensi, a Roma. Nonostante la condanna, però, è stato autorizzato a muoversi oltre i confini segnati dal braccialetto elettronico. “Ho fiducia nella Cassazione, spero che la verità finalmente verrà a galla”, sottolinea oggi padre Gratien. Nel corso della requisitoria, il sostituto procuratore generale Luciana Piras, che aveva chiesto la conferma della condanna a 27 anni. In mattinata ha parlato l’altro pm, Marco Dioni, mentre l’avvocato difensore Riziero Angeletti aveva chiesto l’assoluzione del suo assistito per non aver commesso il fatto. In più occasioni, il frate congolese ha sostenuto di non aver mai avuto rapporti sessuali con Guerrina Piscaglia: “Non è facile sopportare una cosa del genere, avere una forza psicologica e morale per sopportare questa cosa”.

GM