Libano, diplomatica britannica violentata e strangolata

(Websource/archivio)

Sta assumendo sempre più i contorni di un giallo internazionale la triste vicenda di Rebecca Dykes, 30enne diplomatica britannica violentata e strangolata in Libano. La donna lavorava nell’ambasciata del Regno Unito a Beirut dal gennaio 2017 come responsabile per il programma e le politiche del Dipartimento di Sviluppo Internazionale. E’ stata trovata assassinata lungo un’autostrada lo scorso sabato, ma non si ha ancora alcuna idea di chi abbia gettato lì il suo cadavere.

In base a una prima ricostruzione fornita dalla Polizia, la 30enne sarebbe stata prima stuprata e poi soffocata, dopo di che i suoi assassini avrebbero cercato di sbarazzarsi del suo corpo lasciandolo sull’asfalto. La giovane diplomatica aveva trascorso la serata in un bar nel quartiere di Gemmayzeh, nel centro di Beirut, dal quale era uscita per rincasare verso mezzanotte. Poi l’aggressione e la sua tragica fine. E dire che episodi del genere, come confermano le forze dell’ordine, sono molto rari in Libano per l’alto livello di sicurezza nel Paese.

In passato la vittima aveva lavorato anche a Hong Kong come volontaria per i diritti umani e nel 2009 aveva svolto uno stage in Bahrain. Aveva studiato alla Scuola Internazionale Cinese, per poi specializzarsi in Antropologia all’Università di Manchester e laurearsi in Relazioni e Affari Internazionali a Londra. “Siamo devastati dalla perdita della nostra amata Rebecca – hanno dichiarato i suoi familiari in un comunicato – . Stiamo facendo tutto il possibile per capire cosa è successo. Chiediamo il rispetto della nostra privacy”.

EDS