Vittoria Pellegrini

Vittoria Pellegrini (foto dal web)

Secondo i dati del sito Senzaslot.it, sono circa 2.500 i bar che hanno voluto negli ultimi anni rinunciare alle slot machine. Qualche tempo fa, vi abbiamo raccontato la storia di Azzurra Cerri, proprietaria del bar ‘Why not’, che ha deciso di riempire il buco lasciato dalle slot machine con una libreria. La sua vicenda è simile a quella delle sorelle Tanoni, titolari di un bar a Macerata, fino a qualche mese fa meta di scommettitori e maniaci delle slot machine, e di Claudio Di Graziano, il titolare di una tabaccheria a Ponte a Egola, in provincia di Pisa.

C’è poi Vittoria Pellegrini, titolare di un bar a Fucecchio, in provincia di Firenze, che ha deciso di rinunciare alle slot machine dopo aver vissuto una vicenda drammatica. Infatti, nella sua attività di volontariato a bordo di un’ambulanza, ha avuto a che fare con una donna che aveva tentato il suicidio per ragioni legate alla dipendenza dal gioco. La sua vicenda viene raccontata in queste ore sulle colonne del quotidiano ‘Il Tirreno’: “Ho sempre fatto volontariato attivo, per cui quando sei sull’ambulanza capita spesso di trovarsi in situazioni a dir poco spiacevoli. Una, però, mi ha lasciata profondamente scossa. Arriviamo in una casa, dove una donna aveva appena ingerito una grossa quantità di farmaci. Era chiaro il tentativo di suicidio”.

Vittoria Pellegrini ha sottolineato come la donna si era trovata a dover fare i conti con un marito ludopatico: “Aveva provato a togliersi la vita dopo aver saputo che il marito si era giocato tutto lo stipendio nelle slot machine. In quei momenti non ti soffermi a pensare, perché ti devi occupare di svolgere il tuo compito: devi soccorrere le persone, poi però torni a casa, ci rifletti e capisci che quello che hai visto non lo vuoi vedere mai più”. Anche la barista di Fucecchio non ha voluto lasciare vuoto quello spazio e al posto delle slot machine ha messo un biliardino: “Lì i bambini possono giocare quanto vogliono, perché è gratuito. La mia clientela è fatta di famiglie, avere le slot sarebbe stato un controsenso. E poi è molto più bello vederci i bambini che si divertono a festeggiare il compleanno, ad esempio”. Chiaramente, molte sono le pressioni a cui deve resistere Vittoria Pellegrini: “C’è stato anche chi mi ha detto che un bar senza le slot è fuori dal tempo. Da una parte capisco anche chi non ci rinuncia perché le slot garantiscono l’affitto, ad esempio, ma io ho intenzione di continuare sulla mia strada”.

GM