“Consolideremo la nostra difesa nucleare”. L’attacco della Corea del Nord

(Websource/archivio)

Kim Jong-un e Donald Trump. Due personaggi così lontani (geograficamente) ma così vicini (entrambi guerrafondai). Qualche settimana fa il coreano, ha lanciato un nuovo test sui missili balistici intercontinentali (ICBM), che secondo la Corea del Nord ha la capacita’ di colpire qualsiasi citta’ degli Stati Uniti. Il test della serie Hwasong-15 ha suscitato il timore di un significativo passo avanti nel programma militare della Corea del Nord che ha fatto passi in avanti significativi da quando Kim e’ salito al potere nel 2011. Tanto che, a sole tre settimane di distanza, hanno portato Gli Usa e l’Onu, ad attuare delle sanzioni restrittive ai danni del paese ostile.

Tali sanzioni, approvate all’unanimita’ dal Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, prevedono sia la limitazione delle forniture di petrolio, ritenute vitali per lo sviluppo dei programmi missilistici e nucleari, sia il rimpatrio dei nordcoreani che lavorano all’estero e contribuiscono al regime di Kim Jong-Un. Nello specifico, gli States intendono limitare le consegne di greggio a 4 milioni di barili all’anno mentre le importazioni di prodotti petroliferi raffinati della Corea del Nord, tra cui diesel e cherosene, saranno limitate a 500.000 barili annui a differenza dei 2 milioni di barili inviati fino ad ora. Tutti i paesi saranno in grado di intercettare, ispezionare, bloccare e confiscare le navi sospettate di trasportare merci illegali da o verso la Corea del Nord.

Ma come l’ha presa il tremendo Kim? In una nota ufficiale da parte del ministero degli Esteri di Pyongyang, si evince tutta la contrarietà della Corea stessa alle norme redatte: “Una violenta violazione della sovranità della nostra repubblica e un atto di guerra che distrugge la pace e la stabilità della penisola coreana e di una vasta regione. Gli Stati Uniti terrorizzati per la storica realizzazione del completamento della nostra forza nucleare, stanno diventando sempre più deliranti nelle mosse per imporre sanzioni sempre più severe e pressioni sul nostro Paese. Consolideremo ulteriormente la nostra difesa nucleare come deterrente finalizzato a sradicare radicalmente le minacce nucleari statunitensi, i loro ricatti e le mosse ostili per stabilire un equilibrio con i loro armamenti”. Per Leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea dunque, le nuove sanzioni imposte dall’Onu sono un vero e proprio atto di guerra a cui non intende piegarsi, anzi, sono un ulteriore stimolo a ribellarsi al potere americano.

GVR