Meriem Rehaily

Il papà di Meriem Rehaily (screenshot video)

Sarebbe nascosta in Francia Meriem Rehaily, la ragazza di 19 anni residente nel padovano scomparsa nel nulla a luglio 2015 per unirsi all’Isis, la quale lo scorso anno, secondo una telefonata intercettata dai carabinieri del Ros, ha chiamato al cellulare un familiare, chiedendo aiuto. A scriverlo è un quotidiano in lingua araba, Al Ahdath Al Maghribia, che ha riportato fonti dell’intelligence. Stando a quanto scritto, Meriem Rehaily sarebbe rientrata in Europa e si nasconderebbe in Francia con un nome falso. “Non c’è alcun riscontro ufficiale”, chiariscono i servizi segreti con una risposta laconica. Non è per nulla da sottovalutare l’ipotesi che Meriem possa colpire il nostro Paese, insiste però il quotidiano.

Redouane Rehaily, padre della jihadista 22enne, non crede a questa tesi e al ‘Mattino di Padova’ ha sostenuto: “Meriem è stata plagiata, non vuole fare del male a questo Paese. Ho deciso che non parlerò più di questa storia in tv, mia moglie soffre troppo. Io non so niente. Come ha fatto Meriem ad arrivare in Francia? Prima dicevano che era stata lapidata, ora che è qui. Secondo me non c’è niente di vero. Noi genitori non sappiamo ancora sulle motivazioni della condanna, ma quattro anni sono troppi: significa volere mandare via tutta la nostra famiglia dall’Italia, distruggendo tutto quello che abbiamo costruito”.

Il papà di Meriem Rehaily, in sostanza, chiede aiuto per salvare la figlia: “Non so cosa le sia successo ma se fosse ancora viva dobbiamo cercare di salvare questa ragazza e salvare tutta la sua famiglia. Se finisse in carcere come potrebbe la mamma andare avanti? Come potrei io continuare a lavorare? Se ritornasse bisognerebbe invece fare di tutto per farle dimenticare le bombe. Tutti sbagliano. Meriem ha sbagliato ma bisognerebbe capire cosa le è successo veramente. Quando ci siamo sentiti lei piangeva, diceva di odiare quelle persone e che mai avrebbe fatto del male”. La gip Roberta Marchiori però teme la pericolosità della giovane jihadista: “Allo stato, non può escludersi la possibilità che l’indagata possa essere disponibile a mettere a segno azioni kamikaze anche in Italia e in particolare a Roma”.

 

GM