(RICCARDO PAREGGIANI/AFP/Getty Images)

“Insufficiente sul piano dei risultati”, così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, giudica l’operato del governo Gentiloni in una lunga intervista al ‘Corriere della Sera’. E su Renzi e il Pd sottolinea: “Non entro negli affari interni degli altri partiti. Ma non credo che il problema del Pd sia Renzi: il problema è l’esaurimento della funzione storica di quel partito”. Duro anche il giudizio su ‘Liberi e uguali’: “Politicamente è la vecchia sinistra che si ripropone fuori dal tempo e dalla storia. Sul piano dello stile la scelta dei due presidenti non è elegantissima. Ma non è certo la prima volta”.

Berlusconi spiega quindi di ritenere che “la flat tax determinerà un aumento e non una diminuzione del gettito, potremmo anche immaginare un’ aliquota destinata a scendere nel tempo, man mano che si esplicheranno gli effetti della ripresa che deriverà dalla nostra riforma fiscale. Quello che è certo è che da subito vi sarà un sensibile vantaggio per i contribuenti”. Pronto, a suo dire, il piano di copertura e l’ex premier cita J.F. Kennedy: “La verità paradossale è che le aliquote fiscali sono troppo alte e le entrate troppo basse, e il modo più sicuro per aumentare le entrate a lungo termine è quello di abbassare le nuove aliquote”.

Duro il giudizio sullo ius soli così come era stato concepito: “Io non sono per nulla contrario al fatto che chi è cresciuto in Italia, si sente italiano, condivide i nostri valori, ama il nostro Paese, possa diventare italiano. Sono però invece contrarissimo a questa legge, che per la cittadinanza prevede che basti qualche adempimento formale. Non credo debbano diventare italiani coloro che, per esempio, tengono le loro donne segregate, non credono nella libertà religiosa, simpatizzano per i terroristi, odiano i cristiani o gli ebrei, neppure se hanno seguito cinque anni di studi in una scuola italiana”.

Sulla vicenda Ilva, per Berlusconi, le maggiori responsabilità sono di Michele Emiliano: “Come si fa a rischiare di bloccare definitivamente uno dei maggiori insediamenti produttivi del Mezzogiorno? Ovviamente la salute va garantita, ma il prezzo non può essere un disastro economico dal quale Taranto, la Puglia e l’ intero Paese avrebbero un danno altissimo”. Quindi sul referendum costituzionale bocciato un anno fa: “Il problema della ripartizione delle competenze fra Stato e Regioni esiste, ed è la diretta conseguenza della riforma del titolo V della Costituzione, varata dalla sinistra nel 2000”.

Berlusconi si dice favorevole all’invio di soldati italiani in Niger, mentre spiega le differenze col Movimento 5 Stelle: “La nostra riforma fiscale beneficerà soprattutto il ceto medio, perché noi faremo esattamente il contrario di quello che hanno in animo i grillini: aboliremo ogni imposta sulla successione e le donazioni, sulla prima casa e sulla prima auto. Non permetteremo che siano tassati due volte né i risparmi degli italiani, già colpiti da prelievo al momento dell’ accumulo, né gli investimenti che quei risparmi hanno reso possibili, come l’acquisto della prima casa, che per noi è sacra”.

L’ex presidente del Consiglio spiega che sarebbe corretto “lavorare perché l’intera Europa capisca che la Russia non è un avversario ma un potenziale alleato, e che le sanzioni sono uno strumento che danneggia prima di tutto noi stessi, le nostre imprese, e al tempo stesso allontana la Russia dall’Europa, rendendo più difficile il dialogo sulle questioni controverse. Un passo unilaterale dell’Italia sarebbe traumatico, e faremo di tutto perché non sia necessario”. Nessun problema con Salvini: “Non abbiamo passi avanti da fare, perché l’ alleanza c’è e funziona. Lui ha uno stile e un linguaggio diversi dai nostri, ma sulle cose concrete non c’ è nessuna difficoltà. Fuori dalla propaganda, Matteo è un interlocutore intelligente e pragmatico”.