Il segreto di Jessica, la bimba che non dorme mai

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Jessica è una bimba di 3 anni allegra e simpatica: ride, gioca e interagisce con gli altri come tutti i suoi coetanei. Ma di notte ha un problema: invece di dormire come tutti, dopo una giornata di attività, resta sveglia e si comporta in modo decisamente bizzarro. “Di giorno è sveglia come tutti quanti e se le parli ti risponde. Durante la notte, è come se non esistessi” dice sua mamma, Tania. Per due anni e mezzo, nessun medico è stato in grado di capire come mai la bambina non riuscisse a prendere sonno e riposare. Le è stata anche diagnosticata (erroneamente) una forma di epilessia. E le tante cure somministratele, con l’introduzione di “esercizi” nella sua routine per migliorare il sonno, non hanno sortito alcun effetto.

La “soluzione” è arrivata solo quando la piccola è stata portata all’Evelina Children’s Hospital di Londra, la migliore clinica del sonno al mondo. Lì gli specialisti hanno scoperto che Jessica soffre della cosiddetta sindrome dell’“Immaginario Eidetico”. In sostanza, la bimba ha una memoria “tridimensionale” ed è capace di creare un mondo virtuale, in 3D appunto, nella sua testa. Il che la porta a rivivere le esperienze e le immagini in cui si è imbattuta durante il giorno, anche se in forma “ridotta”. Ignorando i genitori con cui condivide il letto: con loro, come accennato, non riesce a comunicare durante queste manifestazioni, pur essendo completamente sveglia mentre le compie.

Il dottor Paul Gringras dell’Evelina Children’s Hospital ha rivelato che l’insonnia di Jessica, se lasciata a lungo incontrollata, può comportare uno sviluppo anomalo e gravi danni al cervello. A seguito di questa diagnosi, un’équipe di psicologi ha testato su Jessica una nuova routine notturna per permetterle di addormentarsi: “Jessica sa che una volta che si sveglia può giocare allo scenario che genera e che lo può fare nel vostro letto” ha spiegato Gringras alla madre della bimba. Insomma, Jessica continua a elaborare questi “sogni”, ma riesce a dormire nella sua stanza, dopo che la mamma gli ha letto una fiaba e ha spento la luce, perché sa che i suoi genitori le sono vicini. Grazie a questa tecnica, Jessica ha ridotto notevolmente la quantità di gioco durante la notte. E’ un piccolo ma importantissimo passo in avanti. “Sono molto orgogliosa di lei”, dice sua madre Tania.

EDS