In Italia l’inesperienza dei medici comporta rischi in una sala operatoria su tre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:49
sala operatoria
(Websource/archivio)

Negli ospedali italiani si rischia di più in sala operatoria. E questo a dispetto dell’aumento di efficacia riscontrato dal 2010 ad oggi in diversi casi, anche importanti. Lo rivela uno studio dell’Agenas, l’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, la quale si è avvalsa del Piano Nazionale Esiti dopo aver monitorato 166 strutture italiane. I miglioramenti osservati riguardano tanto il Nord quanto il Sud, e nei fattori di positività rientrano le cure in caso di ictus ischemico o di infarto acuto del miocardio, i cui riscontri positivi dopo le cure del caso sono aumentati. Di contro però aumentano i rischi di incappare in conseguenze negative qualora ci sia da affrontare un intervento chirurgico a ginocchia, spalle o anca, oppure se in sala operatoria c’è da curare una frattura del collo del femore, che specialmente nei pazienti con più di 65 anni ridotta nei due giorni successivi per scongiurare conseguenze anche permanenti. In quest’ultimo caso la media italiana è del solo 58% contro quella internazionale dell’80%.

Problemi grossi in una sala operatoria su tre

E comunque anche qui c’è stato un miglioramento, visto che la percentuale nel 2010 era solamente del 31%. Da tutto ciò emerge il fatto che i medici che lavorano nei nostri ospedali, specialmente quelli appartenenti alla vecchia guardia, sono bravi ma vengono limitati da problemi organizzativi, come più volte denunciato anche dai diretti interessati, oltre che dalle difficoltà legate al basso numero di interventi in sala operatoria. Infatti vengono effettuate troppi pochi interventi rispetto alle medie estere: ad esempio, in Italia vengono fatte solo 20 operazioni allo stomaco, e questo non permette al personale coinvolto, in certi casi, di maturare l’esperienza necessaria, sia per completare l’intervento che per fronteggiare eventuali emergenze. Inoltre in certi casi si paventa la antipatica necessità di dover rientrare in sala operatoria una seconda volta, dal momento che non è raro incappare in complicazioni che un primo intervento non ha risolto. E proprio un italiano ha compiuto una grossa scoperta sul perché sorgono i tumori.

S.L.