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Lo vediamo sempre sorridente, allegro, positivo e voglioso di rimediare ai problemi che affliggono l’umanità. Eppure, è costretto anche a risolvere discordanze e ricevere critiche all’interno delle sue mura inviolabili. Bergoglio infatti, ha portato a scadenza la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori senza avere ancora provveduto a rinnovarla ne a nominare nuovi membri. Cosa questa che ha fatto scatenare le ira di diverse persone, per lo più ex vittime di abusi da parte di preti. Una di queste è Marie Collins, membro irlandese della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, dimessa di sua spontanea volontà dal proprio ruolo circa un anno fa ed ora pronta a scontrarsi col pontefice massimo . La Collins, per chi la conosce, è una persona mite, tranquilla, abusata da un prete quando aveva 13 anni e che da anni è impegnata in una complicata battaglia per far si che la Chiesa possa avere al suo interno una maggiore consapevolezza su questi orribili fatti, cominciando dal capire i danni non solo fisici, ma anche e soprattutto mentali, che subiscono i bambini molestati.

Nel 2014 è stata inoltre chiamata a fare parte della Pontificia Commissione, ma poco dopo ha lasciato l’incarico portando con sè una lunga serie di polemiche dopo avere trovato troppi ostacoli e segretezza massima da parte della struttura centrale della curia. Marie Collins ha chiesto di istituire una specie di tribunale per i vescovi  insabbiatori, cioè per quelli che hanno dato copertura ai preti pedofili per evitare scandali. Queste le sue brevi dichiarazioni al riguardo su Twitter: “Al momento la Commissione è solo sulla carta, un nome vuoto, perchè di fatto non è stato ancora nominato nessun membro”. Il Papa da parte sua, alla fine di dicembre ha assicurato il cardinale O’Malley, presidente della Commissione, che l’organo avrebbe continuato a lavorare come prima. Padre Hans Zoellner, gesuita della Gregoriana in prima linea sul tema degli abusi, ha ribadito che le nomine sono ancora al vaglio e che la struttura continuerà il lavoro di sempre. Senza intoppi o cambiamenti significativi ma su chi ne farà parte resta un mistero e padre Zollner non si sbilancia in merito.

Prima dell’addio della Collins però, anche un’altra vittima aveva sbattuto la porta e se ne era andato polemicamente accusando Papa Francesco di procedere a piccoli passi e senza troppa convinzione, parliamo di Peter Saunders (Attivista inglese nella lotta alla pedofilia). Ma non finisce qui. Anche in Italia ci sono state vittime e a schierarsi contro il Papa e la commissione scaduta, anche Francesco Zanardi, l’uomo cioè che ha dato vita all’associazione Rete l’Abuso. Da una sua lettera infatti, si evince il suo giudizio sulla Commissione in questione: “E’ una specie di specchietto per le allodole utile ad alleggerire quello che nel 2014 sarebbe stato il pesantissimo rapporto della Commissione ONU per la tutela del fanciullo, alla quale la Santa Sede avrebbe dovuto rispondere lo scorso primo settembre”. E aggiunge: “In Italia non tutte le diocesi e le parrocchie hanno avviato programmi per la formazione di personale ecclesiastico aggiungendo che vi sarebbero anche casi che fanno discutere. Come per esempio il caso di un sacerdote di Palermo, don Turturro che scontata la pena civile la scorsa estate è stato reintegrato nella sua diocesi e ora predica e dice messa normalmente”. Insomma, non resta che attendere le prossime mosse del buon Bergoglio, che sicuramente non può farsi attendere e soprattutto non può sbagliare.

GVR