Affetto da un male incurabile, il fantino Daniele Porcu muore a 34 anni

    (Websource/Archivio)

    Una vita, quella del trentaquattrenne romano Daniele Porcu dedicata alla sua grande passione, l’ippica, e finita prematuramente a causa di un tumore che non gli ha lasciato scampo. Questo ragazzo educato e gentile che era riuscito ad imporsi nel mondo dell’Ippica grazie alla sua dedizione ed ai suoi numerosi successi, si è spento due giorni fa a causa di una crisi cardiorespiratoria nella sua stanza al San Raffaele di Milano. I funerali di Daniele si terranno lunedì 8 gennaio alle 9:30 nella parrocchia SS. Giacomo e Filippo di Cornaredo, paesino in provincia di Milano in cui il fantino viveva con la moglie Selene.

    Nato a Roma nel marzo 1983, Daniele si era trasferito con tutta la famiglia a Corridonia, nelle Marche, per perfezionare il suo stile di cavalcata e rincorrere il suo sogno di diventare un fantino professionista. Proprio nelle Marche Daniele ha ottenuto il suo primo successo all’Ippodromo Martini di Corridonia nel 1999. Quella è stata la prima tappa di una carriera sfavillante che lo ha visto aggiudicarsi un totale di 450 corse in 10 anni. Nel 2009, causa la crisi dell’ippica italiana, Daniele si trasferisce in Germania dove colleziona altre 313 vittorie. Nello stesso periodo il fantino romano ottiene successi anche in altri paesi europei: 52 in Belgio, 24 in Svizzera, 14 in Francia e 1 in Gran Bretagna.

    Ma se l’ippica piange la scomparsa di un grande campione, a Corridonia dove lo hanno visto crescere piangono la scomparsa di un ragazzo gentile e sorridente che tutti avevano imparato ad amare. A parlare di lui è stata la proprietaria del bar del centro Mariarosa Morici Ilari che ai media ha dichiarato: “Quando è arrivato a Corridonia Daniele era piccolo ed è proprio qui che ha vinto la sua prima corsa. Lo ricordo come un ragazzo educato, rispettoso, sempre solare. L’ho visto crescere, poi ci siamo persi di vista. Veniva nel mio bar insieme al papà Salvatore, allenatore, e al nonno Angelino. Prima veniva per i tre mesi della stagione estiva. Le abitudini dell’ippica sono dure e non c’è molto spazio per la vita sociale. Ma qui a Corridonia, dove lo conoscevano in molti, Daniele ha lasciato un ricordo bellissimo in tante persone. Non dimenticherò mai quel suo sorriso. Poi, con il tempo, le nostre strade si sono divise e ci siamo persi di vista”.

    F.S.