Marco D’Aniello (Websource)

Marco D’Aniello, un 43enne malato di talassemia, è morto dissanguato lo scorso 3 agosto sulla banchina della Stazione Centrale di Napoli. In un primo momento si pensava che non ci fossero ambulanze disponibili in quel momento e che per questo motivo i soccorsi avessero tardato così tanto. Invece si è poi appurato che un’ambulanza libera c’era. Per questo motivo le trascrizioni delle chiamate fatte al 118 pubblicate in esclusiva dal Corriere del Mezzogiorno acquisiscono tutta un’altra valenza e lasciano davvero senza parole.

Operatore: «118 Napoli…».

Vigilanza: «Salve, la sala operativa di grandi stazioni Napoli Centrale… la vigilanza».

Operatore: «Sì».

Vigilanza: «Abbiamo una persona a centro stazione, binario 14 che sta molto male e… caccia sangue dalla bocca».

Operatore: «Stazione centrale, binario 14».

Vigilanza: «Binario 14, se possibile una cosa urgente, perché dice che sta molto male».

Operatore: «Va bene».

Passano i minuti e al 118 di Napoli arriva una seconda chiamata.

Guardia giurata: «Salve, senta siamo le guardie giurate della stazione centrale. Senta noi abbiamo urgentemente… questa persona ha emesso più di 2 litri di sangue dalla bocca».

Operatore: «Al binario 14?».

Guardia giurata: «Al binario 14, esattamente. Ha emesso più di 2 litri di sangue dalla bocca. Se con urgenza perché penso che… già sta senza conoscenza. Già è privo di conoscenza».

Operatore: «Non ci sono ambulanze».

Guardia giurata: «Non ci sono ambulanze. Andiamo bene!».

La terza telefonata è quella che arriva dalla Polfer, la polizia ferroviaria.

Operatore: «118».

Polfer: «Buonasera, la Polfer. Non so se già vi hanno avvisati: al binario 14 di Napoli Centrale la nostra pattuglia… c’è una persona che sta male, che sta vomitando sangue».

Operatore: «Vabbè… appena si libera qualche ambulanza ve la mandiamo».

Polfer: «Ok, grazie».

Ricordiamo che ad oggi è stato appurato che l’ambulanza di Scampia era libera (come affermato poi dalla Asl), le risposte appaiono inspiegabili.

Passante: «Ambulanza?».

Operatore: «Sì».

Passante: «Eh, sentite ma c’è un signore che sta vomitando sangue a Napoli Centrale, la stazione. Lo stanno facendo morire qui a terra. Io penso che già è morto anche…».

Operatore: «Ah, quindi non serve più l’ambulanza…?».

Passante: «No, come non serve più?».

Operatore: «Lei ha detto che è morto».

Passante: «Noo, non lo sappiamo ancora. È a terra, ricoperto di sangue. Come non serve più?».

Operatore: «E lei ha detto che era deceduto, scusate».

A questo punto i toni si iniziano a scaldare.

Passante: «No, e che sono un medico io?».

Operatore: «E allora perché dice cose non vere, mi faccia capire».

Passante: «Ma chi è che dice cose non vere?».

Operatore: «Lei ha detto che è morto. Lei ha detto che è morto. Ha affermato che è morto».

Passante: «No, io mica so se è morto».

Operatore: «Ah vabbe’, sta arrivando l’ambulanza. Arrivederci!».

La quinta telefonata assume toni e contorni surreali.

Operatore: «118 Napoli».

Guardia giurata: «Senta, siamo sempre le guardie della stazione».

Operatore: «Sì».

Guardia giurata: «Noi abbiamo questa persona che sta emettendo litri e litri di sangue a terra».

Operatore: «Sì».

Guardia Giurata: «Ci serve un’ambulanza urgentemente, urgentemente!».

Operatore:«Sì».

Guardia Giurata: «Sì eh… sembra che stiamo parlando con lo scemo dall’altro lato che diciamo sempre sì».

Operatore: «Ma lei vuole dire che io sono scemo allora?»

Guardia giurata: «No, che mi sta prendendo per scemo».

Operatore: «No, io la sto sentendo».

Guardia giurata: «No, perché lei che mi continua dire sì, sì… e allora sembra che sta parlando con lo scemo dall’altra parte del telefono».

Operatore: «Ma chi è che è scemo? Non ho capito».

Guardia giurata:«Lei mi sta prendendo per scemo, perché se mi risponde sempre sì, sì, sì, sembra che io sono lo scemo della situazione. Io le sto dicendo che c’è una persona a terra che ha bisogno urgentemente di un’ambulanza e lei scherza su una situazione del genere».

Operatore: «Lei dice che io sto scherzando?».

Guardia giurata: «Senta, se lei mi risponde con un sì come se io fossi uno scemo da quest’altra parte…».

Operatore: «Non ho detto questo, lo sta pensando lei signore…».

Guardia giurata: «Io lo sto pensando e glielo sto dicendo».

Operatore: «E va bene, lei può pensare ciò che vuole signore».

Guardia Giurata: «Noi siamo con una persona che sta morendo qui a terra».

Operatore: «Signore le ambulanze non ci sono».

Guardia giurata: «Cioè, non c’è priorità per una persona che sta morendo?».

Operatore: «Signore ci sono altre 6 persone come la persona della quale lei parla che sta aspettando un’ambulanza e le ambulanze sono tutte impegnate».

Guardia giurata: «Le ambulanze sono tutte impegnate. Va bene… le telefonate sono registrate?».

Operatore: «Certamente signore».

Guardia giurata: «Siamo a posto… va bene! Buona sera».

Dopo queste telefonate ne seguiranno altre tre. Tutte inutili. Infatti quando finalmente l’ambulanza arriva sul posto Marco D’Aniello è già morto.

F.B.