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Jordan Phipps, giovane padre gallese, racconta il momento in cui ha deciso di lasciare andare via il figlio Kodi, di appena 13 mesi. La notte di capodanno, il bambino aveva la febbre alta, 40 gradi, ed i suoi occhi erano persi nel vuoto. Portato d’urgenza in ospedale si è spento nonostante i tentativi di rianimazione dei dottori. Jordan spiega che il figlio era nato prematuro nel novembre del 2016 e che sin dai primi giorni aveva mostrato uno stato di salute cagionevole che lo portava ad avere spesso la febbre alta. Le analisi avevano mostrato che Kodi era affetto dal morbo di Pelizaeus-Merzbacher, una malattia che attacca cervello e colonna vertebrale e che nel migliore dei casi permette 10 anni di vita a chi la contrae.

Prima del giorno funesto Kodi aveva già manifestato segni di malessere, come spiegato da Phipps: ” E’ stata la decisione più difficile della mia vita. Kodi era stato ricoverato per due giorni in ospedale perché i medici avevano notato che il battito era irregolare. Lo abbiamo riportato a casa ed un paio di giorni dopo ha sviluppato un nistagmo (movimento involontario) che gli causava un tremore agli occhi. I medici ci hanno detto che era dovuto alla sua nascita prematura, ma noi pensavamo che qualcosa non andasse come doveva”. L’uomo insieme alla moglie, Sara Hiscox, hanno portato il piccolo da un altro medico, ma anche questo li ha tranquillizzati dicendo loro che nei casi di bambini prematuri possono esserci simili effetti collaterali.

Preoccupati, i due coniugi hanno ospitato qualche amico per la vigilia di capodanno e quando sono andati via tutti sono andati a controllare la temperatura al neonato. Kodi aveva la febbre a 40 ma differentemente dal solito non piangeva ed i suoi occhi erano persi nel vuoto. Il piccolo è stato portato all’ospedale di Rhymey, Galles, dove i timori dei genitori sono stati confermati: “Hanno tentato di rivitalizzarlo -spiega Jordan- ma i suoi segni vitali rimanevano bassi. Ho detto a mia moglie di prendergli la mano e insieme abbiamo detto basta, è stato crudele. E’ stata la decisione più difficile della mia vita”.

F.S.