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Periodo non facile per la compagnia aerea nostrana Alitalia che sta vivendo una crisi praticamente ininterrotta e che adesso deve rispondere alle accuse di una musicista indignata per il trattamento riservato al suo strumento. L’artista si chiama Mirna Erzog ed è una musicista e docente di musica antica a Tel Aviv che aveva scelto la compagnia per fare ritorno in Israele. Secondo quanto affermato dalla donna, il personale di terra della compagnia le aveva assicurato che il suo strumento sarebbe stato al sicuro e che un dipendente si sarebbe curato di riporlo a mano nella stiva. Ma quando Mirna ha ripreso il bagaglio la sua Viola del XVII secolo era totalmente distrutta.

Adirata per il danno economico e morale la donna ha dichiarato: “Mi avevano assicurato che sarebbe stata trasportata a mano sull’aereo e fuori dal mezzo. Invece l’ho ritrovata così. Alitalia odia i musicisti”. La compagnia aerea, però, smentisce le parole della donna ed in un comunicato ufficiale offre una versione differente dei fatti: “La passeggera è stata invitata a pagare un posto aggiuntivo dove depositare il bagaglio perché superiore alle dimensioni consentite. Lei si è rifiutata e ha firmato uno scarico di responsabilità per eventuali danni”.

La cura di un oggetto così delicato non può essere assicurata durante un volo, quindi, la passeggera era stata informata dei rischi che avrebbe corso lo strumento e le era stato offerto un metodo sicuro per evitare che si danneggiasse: “Siamo spiacenti per quanto denunciato e stiamo verificando gli avvenimenti descritti. Ricordiamo tuttavia che, per i bagagli che superano le dimensioni previste per il trasporto in cabina, è previsto l’obbligo di acquistare il cosiddetto extra-seat, se si vuole evitare di spedire il bagaglio in stiva. Nel posto aggiuntivo lo strumento può essere infatti messo in sicurezza con una procedura apposita”. Ciò nonostante la musicista è decisa nella sua azione di denuncia e provvederà, probabilmente, a misure legali per avere un risarcimento.

F.S.