“Non devo per forza fare il premier, l’importante è vincere le elezioni”

Matteo Renzi
(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Dopo l’appello a parlare di contenuti e le polemiche sul canone Rai, il segretario Pd Matteo Renzi, in un’intervista a ‘Quotidiano nazionale’ torna su questi temi: “Certo non la prima: le priorità sono lavoro, Europa, cultura. Aver messo il canone in bolletta ha fatto scendere il costo. Pagare meno, pagare tutti è un principio fondamentale. Siamo scesi da 113 euro a 90 euro e proseguiremo. Ridurre i costi per il cittadino non è demagogia, ma serietà”. Le sfide che lancia sono a Salvini, che ha detto di volersi candidare nel suo stesso collegio a Firenze, e nuovamente a Luigi Di Maio.

Quindi Matteo Renzi spiega che in tre anni sono stati creati un milione di posti di lavoro e ora la priorità è un’altra: “Il punto è come migliorare la qualità del lavoro, oltre che la quantità. E per questo l’idea del salario minimo legale – che proponiamo tra i 9 e i 10 euro l’ora – è molto importante”. L’ex premier chiarisce: “Per noi parlano i risultati più che le promesse. Elencheremo cento risultati raggiunti. E per ciascuno dei risultati raggiunti indicheremo obiettivi possibili e pragmatici. Credibilità al cento per cento. Fatti, non parole”. E difende la legge sul lavoro: “Con il Jobs Act aumentano le assunzioni, non i licenziamenti. La vera sfida adesso è mettere più denaro in busta paga. E dare vantaggi fiscali a chi reinveste i soldi in azienda. Non temo i licenziamenti ma non mi accontento delle pur tante assunzioni. Lavoro, lavoro, lavoro. Altro che assistenzialismo”.

Capitolo 80 euro: “Ora persino gli avversari li difendono: prima ti insultano, poi ti copiano. Noi rilanciamo. Pensiamo che gli 80 euro netti mensili vadano estesi ai genitori per ciascun figlio minorenne. O una misura simile: fare un figlio non può essere un problema economico. Incoraggiare la maternità passa anche da un sistema di servizi e di aiuti fiscali. Per ogni misura noi indicheremo le coperture”. Insomma, Matteo Renzi si dice sicuro dei risultati del suo governo: “Noi abbiamo fatto scendere il deficit, ma con un ritmo diverso da quello assurdo del Fiscal Compact. Questa battaglia ha preso il nome di flessibilità ed è stata una delle più importanti sfide vinte dall’Italia negli ultimi anni. La flessibilità libera più risorse in deficit, certo. Ma è fondamentale perché mitiga l’austerity. Grazie alla flessibilità l’Italia è tornata ad avere il segno più sulla crescita, sugli investimenti, sul potere d’acquisto delle famiglie”.

“L’importante è vincere e governare”

Matteo Renzi spiega che comunque la priorità è vincere le elezioni, non la sua premiership: “Come Pd avremo vinto se a Palazzo Chigi tornerà uno dei nostri. Il nome lo deciderà il Presidente della Repubblica come prevede la Costituzione. Noi siamo una squadra. Penso che un premier del Pd sia garanzia per gli italiani, non solo per i nostri iscritti. Perché la destra di Forza Italia e della Lega è la destra dello spread, quella che ci ha lasciato a un millimetro dalla bancarotta. Il movimento Cinque stelle è un salto nel buio, come dimostrano i rifiuti di Roma o i vaccini. Il Pd invece ha fatto ripartire l’Italia”. Secondo il leader Pd, infine, nessun rischio nelle cosiddette Regioni rosse per la presenza di ‘Liberi e uguali’: “Nessuno dei vecchi compagni vuole far vincere Salvini o Berlusconi. Queste terre sono strategiche e ci daranno i collegi decisivi nella prossima legislatura. Così come possiamo vincere la Lombardia: senza Maroni per Gori la partita sarà più semplice. Noi ci crediamo davvero. E come un allenatore metterò in campo, cioè candideremo, solo gente che lotterà fino all’ultimo, senza paura”.

GM