Hawking a chi soffre di depressione: “C’è sempre una via d’uscita”

    ( Bryan Bedder/Getty Images for Breakthrough Prize Foundation)

    Stephen Hawking, celebre fisico teorico famoso per i suoi studi e le sue scoperte sui buchi neri e per aver convissuto per tutta la vita con una malattia del motoneurone, diagnosticatagli già nel 1963, una forma a lenta progressione di sclerosi laterale amiotrofica, che lo ha costretto dagli anni ’80 all’immobilità e poi all’uso di un sintetizzatore vocale per esprimersi, ha festeggiato lunedì il suo 76esimo compleanno.

    Il giorno prima ha sorpreso tutti  quando ha parlato alla Reith Lecture al Royal Institute di Londra e ha fatto un bellissimo e poetico confronto metaforico tra buchi neri e depressione. “Il messaggio di questo mio discorso è che i buchi neri non sono così neri come immaginiamo. Non si tratta di prigioni eterne, come si pensava un tempo. Le cose possono uscire da un buco nero, forse all’esterno ma probabilmente anche in un altro universo. Quindi se senti di essere in un buco nero, non arrenderti: c’è sempre una via d’uscita“.

    Come riporta L’Independent Hawking, famoso anche per la sua grande capacità comunicativa e divulgativa, ha poi aggiunto: “Sono stato sfortunato nella salute, ma molto fortunato in tutto il resto. Ho avuto la fortuna di lavorare in fisica teorica in un momento affascinante ed è una delle poche aree in cui la mia disabilità non era un grave handicap. È anche importante non arrabbiarsi, non importa quanto difficile possa sembrare la vita perché puoi perdere ogni speranza se non riesci a ridere di te stesso e della vita in generale”.

    F.B.