Valentino Rossi, di nuovo guai: “Ci deve oltre 100mila euro”

Valentino Rossi
(Mirco Lazzari gp/Getty Images)

114mila euro: a tanto ammonterebbe la cifra che Valentino Rossi dovrebbe versare agli ex custodi della villa di Tavullia, in strada dei Mandorli. Victor Untu e Jigan Zinaida, marito e moglie, 62 e 60 anni, nazionalità moldavi, avrebbero lavorato per dieci anni nella villa, come custodi. Ma alla vigilia di Natale del 2016, sono stati licenziati “perché la villa veniva posta in vendita e si scioglieva la società (Domus Mea, legale rappresentante Graziano Rossi) che ne deteneva la proprietà”. La villa passava totalmente nelle mani di Valentino Rossi, che peraltro in passato aveva avuto guai col fisco.

E ora i due intendono rivalersi sia col campione della MotoGp che con suo padre, pretendendo sei mesi di indennità risarcitoria e cinque anni di straordinari non corrisposti. L’indennità è stata calcolata con uno stipendio mensile per Victor di 2600 euro, per la moglie che svolgeva le pulizie per 1600 euro, comprensivi di 13° e Tfr. A questa cifra si aggiungono 89mila euro di straordinari. La ricostruzione di quanto spettante è stata fatta dal ‘Resto del Carlino’.

Gli interessi della coppia sono difesi dall’avvocato Mario Del Prete, che dice: “Ho chiesto al giudice di interrogare Valentino Rossi perché confermi di aver detto nel 2006, al signor Untu, di espletare tutto il lavoro necessario per il buon mantenimento e conservazione del complesso come se fosse casa sua. Chiediamo che il giudice condanni in solido i Rossi, padre e figlio, al pagamento di quanto spetta ai miei clienti, licenziati in maniera traumatica il 24 dicembre e il 27 dicembre del 2016”.

Secondo il legale, i suoi clienti lavoravano in estate dalle sei e mezza del mattino alle 21.30 e in inverno dalle 8.30 alle 18.30 per accudire un parco di 20.000 metri quadrati, provvedendo a controllare “due chilometri di recinzione con irrigazione delle siepi con accensione manuale delle centraline oltre a controllare 11 porte con sensori, 9 telecamere, 21 finestre, 9 stanze con sensori, un cancello automatico, 38 fari. E poi disinfestazione da mosche e zanzare”. Del tutto diversa la versione dei legali di Valentino Rossi, Virgilio Quagliato e Giacomo Cancellieri, che sostengono che quegli straordinari non sarebbero mai stati richiesti e si rifiutano di pagare.

GM