Amatrice

(websource/archivio)

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6, una delle più forti degli ultimi mesi, è stata registrata stamattina ad Amatrice. L’epicentro a due chilometri dalla località del rietino gravemente colpita sedici mesi fa. L’ipocentro localizzato ad appena dieci chilometri di profondità. Non si hanno notizie di danni a persone o cose, ma chi vive nelle casette di legno torna ad aver paura e ora si aggiunge anche il freddo, con le temperature che sono in diminuzione.

Tra l’8 e il 9 gennaio, la terra ha tremato al largo delle isole Eolie: quattro le scosse in 24 ore, la più forte registrata alle 17.58 dai sismografi dell’Ingv di magnitudo 3.6 a una profondità di 19 km nella giornata del nove. Si tratta di un’area, quella tra Capo d’Orlando e Cefalù, al largo delle coste palermitane, già teatro in questi mesi di molti eventi sismici. Intanto, uno studio condotto da un’équipe di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia ha rivelato l’esistenza di una sorgente di magma nel cuore dell’Appennino meridionale, nel Matese, la cui risalita dà origine a violenti terremoti. Ieri la violenta scossa ai Caraibi, nella mattinata dell’8 invece, una scossa è stata registrata al confine tra Campania e Basilicata, nelle province di Salerno e Potenza. Il sisma è stato avvertito distintamente dalla popolazione, nonostante la bassa magnitudo. Infatti, la scossa di terremoto registrata alle 8.59 ha avuto magnitudo 2.4 ma è avvenuta ad appena 5 km di profondità.

GM