La passione per le moto le costò cara: tre suoi amici nei guai

Jasmine Giordano
(foto dal web)

E’ giunto l’avviso di chiusura indagini per le tre persone accusate di omicidio stradale in relazione all’incidente sulla statale 16 in cui il 30 ottobre 2016 ha perso la vita la 17enne Jasmine Giordano. L’adolescente ha perso la vita la sera del suo compleanno, dopo una caduta dalla moto. I tre indagati sono il giovane 22enne che era alla guida della moto su cui viaggiava la vittima, una Triumph Triple Speed, il conducente 24enne di un’altra moto che avrebbe affiancato la prima all’altezza dello svincolo per Bari San Giorgio, e un altro 22enne che guidava l’auto sopraggiunta subito dopo l’incidente.

Da quanto ricostruito dal pm Chiara Giordano, che ha ordinato una perizia per fare luce sull’accaduto, fatale fu il fatto che Jasmine Giordano indossasse un paio di scarpe con i tacchi “che non consentivano di appoggiare correttamente il piede destro sulla pedaliera”. Inoltre, il mezzo sfrecciava a oltre 80 km/h. Sembra inoltre che la moto stesse impennando e la sella era “differente da quella originale”, quindi “molto corta e priva di un’ergonomia avvolgente, da ritenersi scomoda e poco stabile”. Inoltre, il ragazzo al volante della Citroen C3 aveva travolto la 17enne “con entrambe le ruote sinistre”. Questi, scrive la Procura, “procedeva sulla corsia di sorpasso a velocità superiore a quella consentita di 80 chilometri orari”, e “per negligenza (distrazione) non si accorgeva in tempo che la ragazza era caduta”. Indagato come detto anche il ragazzo in sella a un’altra moto, che avrebbe “abbandonato sulla corsia normale di marcia”, ostruendo in qualche modo la visuale all’auto che sopraggiungeva.

GM