Stipendi più alti per Chrysler, Marchionne sfrutta al meglio le politiche di Trump

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:57
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(Websource / archivio)

Sergio Marchionne ha approfittato della politica incentrata sul nazionalismo intrapresa da Donald Trump, che ha voluto introdurre la filosofia della ‘America First’, per la quale le importazioni dall’estero sono scese in favore dell’aumento della produzione sul suolo statunitense di diversi beni. Le automobili figurano tra questi, e gli stabilimenti Chrysler hanno potuto godere di benefici fiscali quali dei tagli anche importanti, tali da persuadere lo stesso Marchionne ad aumentare i capitali da investire negli stabilimenti del Michigan. Di conseguenza si sono paventati benefit anche per gli operai Chrysler, che vengono pagati duemila dollari in più adesso. Il manager di Chieti aveva saputo approfittare dei tempi dei guai della casa automobilistica americana, passata ad essere da una dei marchi più prestigiosi al mondo all’ennesima azienda inghiottita dal fallimento. Questo a causa della obsolescenza dei suoi macchinari ed anche della sua filosofia, diventata improduttiva.

Marchionne ha colto la palla al balzo

Marchionne, con la fusione con Fiat, ha portato invece in dote una nuova concezione, basata sull’aumento ai massimi concepibili della produzione, e la tecnologia che mancava e che veniva utilizzata negli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano d’Arco. Proprio su quest’ultimo aspetto si spiega anche la suddetta fusione Chrysler-Fiat, che vide tra i suoi principali sponsor l’ex presidente statunitense Barack Obama. Questi individuò nell’apparato produttivo a disposizione dell’azienda italiana la scelta migliore per poter sostenere anche le sue idee in materia di sostenibilità ambientale. Un aspetto che Trump non poteva lasciare così in bella vista, concedendo un vantaggio al suo predecessore e per certi versi anche rivale: per questo ha voluto mettere in secondo piano un aspetto come la fusione Chrysler-Fiat che ha portato tanti benefici alla controparte statunitense, inserendo i succitati tagli fiscali. Lo stesso Trump però è finito nell’occhio del ciclone nelle scorse ore per alcune controverse esternazioni rivolte agli immigrati di diversi paesi latinoamericani.

S.L.