Neonati a rischio salmonella, ritirate 12 milioni di confezioni di latte in polvere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:38
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Allarme salmonella in 83 nazioni dopo che l’azienda di distribuzione francese di latte Lactalis ha annunciato il ritiro dal mercato di 12 milioni di confezioni di latte in polvere. A darne notizia è l’agenzia di stampa AFP, che spiega come l’azienda si stia adoperando per il recupero della merce contaminata da tutti gli store. Intervistato dal quotidiano britannico ‘Sunday’, Emanuel Bersnier, Ceo della Lactalis che si occupa della distribuzione dei prodotti, ha confermato i numeri esorbitanti pubblicati dalla stampa ed ha aggiunto che il prodotto in questione verrà eliminato per sempre dal mercato.

Trattandosi di una vicenda dannosa per l’immagine dell’azienda, Bersnier ha anche pensato di effettuare un piano di rimborso per quei clienti che sono stati contaminati dalla salmonella a causa dei loro prodotti. Il dirigente, infatti, ha spiegato di aver parlato di questa eventualità con il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ma ha anche precisato che in questo momento è prioritario far fronte all’emergenza sanitaria: “Quello a cui pensiamo sono prima di tutto le conseguenze di questa crisi sanitaria per i consumatori, bambini sotto i sei mesi. Questo è per noi, per me, motivo di grande preoccupazione”.

I primi casi di salmonella, causati dal consumo del prodotto in Francia, si sono verificati a partire dallo scorso dicembre, periodo in cui ben 35 bambini sono finiti in ospedale dopo aver contratto il virus. Difficile dire quante altre persone potrebbero essere a rischio, a tal fine è stato fatto presente a tutti i consumatori che il prodotto guasto è stato confezionato dal luglio al novembre del 2017. Non è la prima volta che la Lactalis è costretta a ritirare della merce contaminata dalla salmonella, il primo caso di questo tipo, infatti, risale al 2005. Pare inoltre che i due casi siano collegati: secondo i primi esami effettuati il batterio riscontrato sui bambini infettati è il medesimo di 12 anni fa, il che presuppone che i controlli sanitari sugli animali non abbiano rispettato le leggi degli ultimi anni.

F.S.