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(Websource/archivio)

La situazione in Venezuela continua ad essere drammatica, a causa delle conseguenze della dittatura di Nicolas Maduro. La gente muore di fame e le proteste attuate in questi mesi non hanno fatto altro che causare diversi morti. Intanto l’inflazione viaggia a livelli mai visti – circa il 10mila% – con la conseguenza che tutto costa enormemente di più ed al contempo il denaro contante è quasi sparito dalla circolazione. Diversi tagli del bolivar sono introvabili, e date le condizioni, anche le prostitute sono scese loro malgrado a dei compromessi. In cambio delle loro prestazioni, le professioniste del sesso si fanno pagare ora con del cibo.

Le prostitute in Venezuela preferiscono il cibo per farsi pagare

Due chili di farina, oppure una cassa di approvvigionamenti alimentari statali (che il Governo dovrebbe fornire ogni 15 giorni a prezzi scontatissimi ma che in realtà rende disponibili una volta ogni mese e mezzo, con la gente che si ammazza per ottenerle) sono le richieste delle prostitute in Venezuela, a seconda del servizio richiesto. Attualmente il corrispettivo in denaro sarebbe di circa un milione e mezzo di bolivares, e per rendere al meglio l’idea pensate che lo stipendio medio di circa l’80% dei venezuelani è di circa la metà, mentre su disposizione dello stesso Maduro dai bancomat non è possibile ritirare più di 10mila bolivares al giorno. Si muore di fame insomma, e per non fare la stessa fine le prostitute scelgono di farsi pagare col cibo. Che altrimenti non potrebbero permettersi, visto che la scarsissima reperibilità di soldi ed i prezzi astronomici di praticamente ogni cosa hanno reso di fatto il denaro inutile.

S.L.