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Nel corso del pomeriggio di ieri si è consumata una tragedia all’interno di una ditta che si occupa della fusione di materiali ferrosi in via Rho, a Milano: quattro operai erano stati incaricati di pulire il forno utilizzato nella fusione dai residui, quando all’improvviso sono stati investiti da una nube tossica. Immediatamente, altri due dipendenti dell’azienda si sono recati sul luogo dell’incidente per cercare di salvare la vita ai loro colleghi, ma la nube era troppo densa e non potevano procedere oltre, così hanno chiamato i soccorsi che hanno impiegato 30 minuti per arrivare.

Pompieri e operatori medici hanno lavorato di concerto per salvare la vita ai 4 operai e sono riusciti a portarli fuori dalla struttura il prima possibile. Nonostante questo 3 di loro sono morti subito dopo essere giunti in ospedale ed il quarto si trova tutt’ora in gravi condizioni di salute. A raccontare quanto capitato all’interno della struttura è Pasquale Arcamone, dipendente dell’azienda da 28 anni: “Un mio collega ha gridato perché ha visto un uomo a terra. Io, seguendo la procedura, sono uscito fuori per aspettare i soccorsi. I primi sono arrivati dopo tanto tempo, almeno mezz’ora”. Lo stesso Arcamone dichiara che a suo avviso l’incidente non è stato causato da una mancata manutenzione da parte dell’azienda: “L’azienda è sempre stata attenta alla salute, non capisco come sia potuto accadere. Un mese fa hanno fatto anche i controlli ai sensori. Ma oggi non è suonato nessun allarme. Il nostro titolare è molto attento alla sicurezza. Se qualcuno non indossa le protezioni prende un euro di multa che poi va in beneficenza”.

I carabinieri in ogni caso indagheranno sull’accaduto per cercare di capire se si è trattato di un errore umano. Nel frattempo tutta la nazione si è stretta attorno alle famiglie delle vittime porgendo le proprie condoglianze sui social. Tra questi anche il presidente del consiglio Paolo Gentiloni che sul proprio profilo ha scritto: “Terribile l’incidente di Milano. Un pensiero commosso alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie”.

F.S.