aborto

(Websource/archivio)

Ad una madre inglese che avrebbe dovuto partorire il suo terzo figlio nel luglio del 2017 venne consigliato dai medici che l’avevano presa in cura di praticare l’aborto. Questo perché il nascituro era affetto da CCAM, una malattia meglio nota in gergo medico come ‘malformazione adenomatosa cistica congenita’ per la quale all’interno del polmone sinistro si era creata della massa muscolare in eccesso che premeva contro l’organo e contro il cuoricino, spingendoli entrambi in direzione della schiena. Yvonne Exell però non ha voluto affatto prendere in considerazione questa possibilità, e nonostante abbia partorito il suo Ruben con tre settimane di anticipo rispetto a quanto programmato, è stata felice della scelta fatta. A dicembre ha potuto festeggiare con il suo piccolino il loro primo Natale, assieme al marito Arnie e ad i suoi due fratellini Ivan ed AJ, di rispettivamente 9 e 5 anni.

I medici avevano consigliato l’aborto, Yvonne ha tenuto duro

La CCAM influenza negativamente appena una gravidanza su diecimila e può portare all’aborto spontaneo o al parto prematuro, come nel caso di Yvonne. La quale, per poter andare fino in fondo, ha dovuto sopportare una insostenibile cura a base di steroidi, visite frequenti in ospedale ed anche continui sbalzi d’umore, dovuti soprattutto alla preoccupazione legata al fatto che per diverso tempo i dottori non erano stati in grado di individuare cos’è che non andasse in Ruben, dopo la visita effettuata alla ventesima settimana di gravidanza. “Poi si è capito che c’entrava la CCAM – dice Yvonne – ma prima di allora il mio medico di famiglia e l’ostetrica non sapevano che pesci pigliare, ed il mio consulente aveva visto solo cinque gravidanze interessate da CCAM dal 2005”.

“Fate attenzione”

La donna rivela di aver trovato un prezioso e valido aiuto nei consigli forniti da altri genitori provenienti da tutto il mondo alle prese con la stessa problematica e conosciuti su di una pagina Facebook dedicata ai neonati affetti da questa malattia. “Ruben  alla fine stava abbastanza bene alla nascita, anche se dopo tre ore ha avuto una crisi seria tale da richiedere un ricovero in terapia intensiva. Ma due giorni dopo eravamo tutti a casa, e lo scorso Natale è stato il nostro primo insieme”. Fino a quando non sarà grande abbastanza, il bambino scampato all’aborto dovrà essere visitato ad intervalli periodici di 6 mesi, poi verrà sottoposto ad una operazione per rimuovere una parte del polmone sinistro. “Intanto voglio avvisare tutti dei rischi legati alla CCAM”, conclude Yvonne. Intanto qualche giorno fa delle infermiere erano state sorprese a maltrattare un neonato, con tanto di video per insultarlo.

S.L.