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Di clamorosi autogol ne abbiamo visti tanti negli ultimi tempi. Un sito internazionale che accusa Direttanews e il gruppo editoriale Web365 di produrre notizie false e non porta alcuna prova a sostegno, Facebook che chiude la pagina del sito che contava più di 3 milioni di Mi Piace, Renzi che cavalca l’onda e gongola per questa chiusura salvo poi citare un pezzo secondo lui fake ma in realtà riportato da tutti i media compreso la “sua” Repubblica. Insomma la lista lunga.

Ora si aggiunge questa notizia riportata dal Daily Mail. Snopes.com, un sito utilizzato insieme ad altri da Facebook come fonte sicura e fact checker sulle fake news del web è finito nella bufera. Uno dei fondatori del sito è accusato di aver sottratto soldi all’azienda per fini personali e in particolare per pagare alcune prostitute. In sostanza Snopes era tra quei siti che doveva valutare se le segnalazioni degli utenti in merito a presunte notizie false fossero valide. Peccato che uno dei più attivi attivisti di quel sito fosse noto in precedenza per essere un sex-blogger dal passato decisamente poco limpido. Una condizione che sta mettendo in serio imbarazzo Facebook e la sua credibilità.

Come se non bastasse l’uomo accusato di aver usato i soldi per le prostitute si è risposato con un’ex pornostar ed ex prostituta molto attiva anche lei sul sito e membro ufficiale dello staff la cui serietà a questo punto è davvero minata.

A tutto ciò si aggiunga che il Daily Mail ha scoperto che oltre ad avere personale decisamente non qualificato, come la escort di cui sopra, il sito Snopes non ha assolutamente una procedura codificata per il fact-checking. e non ha alcun criterio standard quando deve assumere un addetto al fact-checking. Uno dei responsabili del sito spiega: “Il nostro staff è molto vario, alcuni hanno una laurea altri no, alcuni hanno esperienze nel giornalismo altri no”.

F.B.